Migranti, ora la Germania chiede aiuto all’Italia. Intensificati i controlli al confine del Brennero. E la polizia ceca marchia i profughi

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L’Europa ha sempre sottovalutato il problema immigrati. Solo adesso, con i 71 morti del Tir in Austria, i disordini da Ventimiglia a Calais e con Budapest piombata nel caos, l’Unione cerca di fare qualcosa. Data la continua avanzata dell’onda migratoria, con centinaia di profughi pronti ad entrare in Germania, anche la cancelliera Angela Merkel si è svegliata. E ha chiamato in causa l’Italia tornando a chiedere i controlli alle frontiere. La provincia di Bolzano ha fatto sapere infatti che, su richiesta di Berlino, Roma ha dato disponibilità a ripristinare i controlli al confine del Brennero sospendendo temporaneamente gli accordi di Schengen, come avvenuto in occasione del G7 di giugno in Baviera. La Provincia di Bolzano accoglierà quindi per qualche giorno – come misura temporanea per permettere alla Baviera di riorganizzarsi e fronteggiare l’emergenza contingente – un numero di profughi stimati tra i 300 e i 400. Insomma, un netto sì da parte del governo Renzi alle esigenze tedesche. Linea ben diversa rispetto a quella tenuta quando è stata la Francia a chiudere unilateralmente i confini a Ventimiglia. All’epoca il ministro dell’Interno Angelino Alfano, davanti al caos dei migranti sgomberati dagli agenti francesi parlò di “antipasto di quello che succederebbe se si sospendesse Schengen”. Ora si vedrà quali saranno le conseguenze.

LA RIPARTIZIONE
Intanto la diplomazia europea si muove in vista del vertice del 14 settembre. Italia, Francia e Germania vogliono “una forte risposta” Ue sul fronte dell’immigrazione. Quindi i tre Ministri hanno insistito sull’esigenza di raggiungere l’obiettivo di un’equa ripartizione dei rifugiati sul territorio europeo. Quegli stessi profughi che stanno mettendo a dura prova i confini dell’Est Europa. Nostante i muri e gli eserciti schierati al confine, le migliaia di disperati che cercano di raggiungere la Germania non si fermano. Mentre le frontiere magiare crollano, Budapest è il nuovo centro nevralgico dell’emergenza immigrazione. Ma non è l’unico focolaio. Anche la Repubblica Ceca è in affanno. Qui a polizia ceca sta procedendo a marchiare ogni immigrato con un numero scritto a pennarello sul braccio, che identifica il treno d’arrivo e il vagone. Una misura estrema che fa tornare alla mente le deportazioni degli ebrei durante il Terzo Reich, ma che la dice lunga sul livello di emergenza in cui è esposto l’intera Unione europea.

PUGNO DURO
Intanto il governo ungherese ha disposto il rafforzamento della frontiera con la Serbia con 2.106 agenti di polizia. Dall’inizio dell’anno fino alla mezzanotte di domenica scorsa, è stato precisato dalla polizia, sono state intercettate 153.561 persone entrate illegalmente in Ungheria dalla Serbia. Nonostante la fermezza del premier Viktor Orbàn a fermare l’invasione, altri 2.284 clandestini sono entrati in Ungheria nelle ultime ventiquattr’ore, circa 500 in più rispetto a lunedì.

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di Gaetano Pedullà

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