Milano, non solo taxi: tutti contro Uber

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dalla Redazione

Dopo l’incontro coi tassisti in Prefettura, Maroni non ha dubbi: ”La normativa vigente non consente l’uso dell’app Uberpop’. Si tratta del servizio della società Uber che consente anche ai privati cittadini di effettuare corse a pagamento. ”Così come è formulata Uberpop è un esercizio abusivo della professione”, ha aggiunto Maroni che ha poi precisato che ”se viene riconosciuta questa violazione è chiaro che si

”Qualsiasi app o innovazione che eroghi un servizio pubblico non autorizzato compie un esercizio abusivo della professione: non è permesso e non si può fare, che si chiami Uber o in qualsiasi altro modo”. E’ quanto ha detto il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi dopo aver incontrato i tassisti in Prefettura a Milano. ”Non accetteremo nessun caso che violi una norma che è chiarissima e non si presta a nessuna interpretazione”.tratta di un servizio illegale”. Lupi ha spiegato che il servizio pubblico non in linea può essere erogato unicamente dai taxi e dagli Ncc: ”Nel momento in cui viene poi fatto un servizio pubblico non autorizzato non ci sarà alcuna tolleranza”. In sostanza al termine dell’incontro coi tassisti, con il Comune di Milano e la Regione Lombardia, il ministro ha sostanzialmente dato il via libera alla società Uber sulla quale però verranno fatte “verifiche perché si tratti di un servizio che rispetti la legge” mentre viene considerato illegale Uberpop, cioè il servizio che consente a qualsiasi privato cittadino che abbia i requisiti minimi di potersi di fatto sostituire ai taxi: ”Chi eroga questo servizio – ha precisato Lupi – compie un esercizio abusivo della professione. Ognuno se ne deve assumere la responsabilità”.

Intanto lo scontro su Uber, l’applicazione delle auto a noleggio che ha scatenato la rivolta dei tassisti di Milano, dalle piazze si sposta sul web con due petizioni a favore (www.change.org/sostieniuber) e contro (www.change.org/chiudiuber) lanciate su Change.org, la più grande piattaforma di petizioni online al mondo. E Pro-Uber batte contro-Uber 3 a 1: le persone che hanno firmato la petizione a sostegno di Uber sono arrivata a 3.248 mentre quelle che chiedono al sindaco di Milano di chiudere il servizio sono distanziate di tre lunghezze e superano di poco le 1.000 adesioni.

“Gli autisti che sono nostri partner rimangono compatti e determinati, ma non possiamo ignorare e tacere questi atti violenti e intimidatori. L’unico modo per fermare queste ingiustizie è di far sapere al Sindaco quanto Uber abbia portato un valore aggiunto a voi e alla città!”, è scritto nella petizione lanciata dalla stessa Uber su Change.org.

“C’è un vecchio adagio conosciuto in certi palazzi che vuole una balla ripetuta mille volte diventare una verità. Questa sembra l’intenzione di Uber nell’esercizio tipico del “chiagni e fotti” portato alla mia attenzione”, scrive invece Alberto Cirea su Change.org che esamina in maniera dettagliata quelle che a suo avviso sono i ‘gravi e ripetuti illeciti’ commessi da Uber.

Il servizio Uber prevede il noleggio di una macchina con autista tramite un’app su cellulare e ha già suscitato proteste e contestazioni non solo a Milano, ma anche negli Usa e in Inghilterra, dove pochi giorni fa hanno scioperato i tassisti londinesi.