Mille sfumature di partigiano. E Palazzo Chigi le paga tutte. Dai reduci cristiani ai patrioti “Alfredo di Dio”

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di Carmine Gazzanni

Per carità: commemorare eventi tragici come la Prima o la Seconda Guerra Mondiale è compito doveroso per ogni Stato democratico. Resta il fatto, però, che appena ce n’è occasione, una marea di associazioni, fondazioni ed enti che spesso divergono l’una dall’altra solo per una differenza infinitesimale, cercano di attaccarsi alla mammella dello Stato per succhiare quanti più soldi possibili. E così, esattamente come il 2015, anche il 2016 comincia per Palazzo Chigi all’insegna delle regalie e dei contributi predisposti per chiunque. Per dire, la Presidenza che fa capo a Matteo Renzi a fine gennaio ha versato 12mila euro alla Federazione Nazionale Associazioni Partigiane (altra cosa, per carità, dall’Anpi) per la “digitalizzazione e pubblicazione on line dei Quaderni della Federazione”, un progetto approvato addirittura nel 2013 (per 15mila euro complessivi) e che solo ora Palazzo Chigi finisce di pagare. Senza dimenticare che alla Federazione, nello stesso periodo, sono arrivati altri 80mila euro per la valorizzazione dell’Archivio storico. Ma, ovviamente, c’è spazio per tutti. Perché accanto alla Federazione che raccoglie tutti i partigiani, ogni reggimento e fronte ha il proprio ente di riferimento. E così 90mila euro sono finiti anche all’Associazione Nazionale Divisione Acqui, altri 50mila all’Associazione “raggruppamento divisione patrioti Alfredo di Dio”. E ben 100mila all’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani. Da non confondere – per carità – con gli altri partigiani. Ma attenzione. Il nostro viaggio non finisce qui. Perché i reduci della Resistenza si differenziano non solo per religione, ma anche per collocamento geografico. E così altri 15mila euro sono finiti all’Associazione nazionale Partigiani Osoppo Friuli per un interessantissimo progetto su “Resistenza e nuove tecnologie”. Nulla in confronto al programma “Resistenzapp” (per 100mila euro) dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia.

FONDI A GO GO – Quello che sembra, insomma, è che, nonostante il lodevole impegno di ognuna, siano talmente tante le associazioni che alla fine i contributi di Palazzo Chigi caschino un po’ a pioggia. Perché il nostro elenco non finisce qui. Non si può non citare, ancora, tra gli ultimi beneficiari anche la Fondazione Brigate Maiella, o l’Anrp, una sigla che a molti non dirà nulla e che sta per “Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall’internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari”. Senza dimenticare i soldi ad hoc (21mila euro) finiti specificatamente al comitato fiorentino (guarda un po’) dell’Anpi. Senza dimenticare un altro piccolo dettaglio: molti di questi enti combattentistici ricevono già fondi ad hoc da ministero della Difesa e Viminale. Il contributo, nel 2015, ha toccato quota 1,3 milioni. Probabilmente non è bastato. Certo è che i partigiani, quelli impegnati sui monti contro la bestia fascista, erano senza dubbio più uniti (e umili) di oggi.

Twitter: @CarmineGazzanni