Minneapolis, aggredita con una siringa la deputata dem nel mirino di Trump: spruzzato un liquido sconosciuto

La deputata dem da tempo nel mirino di Trump, Ilhan Omar, aggredita a Minneapolis con una siringa: spruzzata una sostanza sconosciuta.

Minneapolis, aggredita con una siringa la deputata dem nel mirino di Trump: spruzzato un liquido sconosciuto

La tensione resta altissima a Minneapolis. E non solo per la presenza dell’Ice. Un uomo ha cercato di aggredire una deputata democratica, Ilhan Omar, durante un incontro pubblico. Le ha spruzzato addosso una sostanza sconosciuta con una siringa, venendo però bloccato dagli agenti.

Omar, durante il suo discorso, stava chiedendo l’abolizione dell’Ice e le dimissioni della segretaria per la Sicurezza nazionale, Kristi Noem, che viene invece difesa dal presidente Usa, Donald Trump. Proprio Trump ha più volte messo nel mirino la deputata dem aggredita nelle scorse ore, attaccata anche ieri dal presidente degli Stati Uniti.

Minneapolis, aggredita con una siringa la deputata dem più volte attaccata da Trump

Omar è una deputata del partito democratico di origine somala. Molto spesso, come detto, è stata attaccata da Trump. L’aggressore è invece un uomo di 55 anni: è stato arrestato e  portato in carcere con l’accusa di aggressione di terzo grado.

La sostanza lanciata verso la deputata non è stata identificata, ma le circa 100 persone presenti non hanno avuto alcuna reazione alla sostanza. Anche Omar, pur dicendosi confusa, conferma di non essere ferita: “Sto sono. Sono una sopravvissuta, non sono intimidita da questo piccolo agitatore. Non lascio che i bulli vincano”.

Trump torna all’attacco

Neanche dopo l’aggressione, Trump ha cambiato il suo atteggiamento nei confronti della deputata dem. Anzi, il presidente Usa sostiene che sia “un’impostora”: “Probabilmente ha organizzato lei l’aggressione”. Il presidente Usa torna anche a parlare di Minneapolis, sostenendo che i manifestanti “sono tutti agitatori pagati, sono dei malati”: “Vengono pagati per andare e non sanno nemmeno il perché”.