Minniti tra i relatori della Cei. E Papa Bergoglio dà buca ai vescovi. L’ex ministro siglò i discussi accordi con la Libia

MARCO MINNITI
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Non è passato inosservato l’invito dell’ex ministro dem Marco Minniti, attuale presidente della Fondazione Med-Or di Leonardo, all’incontro dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo organizzato dalla Cei, conclusosi il 27 febbraio scorso a Firenze. Diverse sono state le polemiche, considerando che l’esponente del Pd è l’artefice dei discussi accordi tra Italia e Libia sulla gestione dei flussi migratori e che Leonardo è tra i principali produttori di armi.

Abbastanza a quanto pare per convincere lo stesso Papa Francesco, fortemente impegnato per la pace in Ucraina, a dare forfait. Bergoglio non ha preso parte all’incontro, giustificando la sua assenza con “un’acuta gonalgia, per la quale il medico ha prescritto un periodo di maggiore riposo per la gamba”, non ha incaricato Pietro Parolin, cardinale segretario di Stato, per leggere il discorso di chiusura dell’appuntamento e soprattutto non ha fatto neppure un cenno alla Conferenza episcopale italiana nel corso dell’Angelus di domenica scorsa.

Minniti, il 27 febbraio dell’anno scorso, ha abbandonato Montecitorio per mettersi al timone della fondazione Med-Or, che ha come scopo la promozione di relazioni con il Mediterraneo, l’area subsahariana, il Medio e l’Estremo Oriente, soprattutto con programmi strutturali nell’ambito dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza. A ipotizzare che le scelte di Papa Francesco siano state frutto di cattivi consigli è stato lo storico del cristianesimo Alberto Melloni, con due tweet.

“Chi ha ispirato l’ennesimo schiaffo del Papa alla Chiesa italiana (forfait da Firenze, niente omelia per la messa con Mattarella, non un cenno all’Angelus) voleva punire i vescovi per aver invitato Minniti o usar Minniti per punire i vescovi?”, ha scritto Melloni. Ancora: “Chi non ha detto al Capo dello Stato che nell’Angelus il Papa, che non era venuto a Firenze, non lo avrebbe nemmeno salutato a distanza o ringraziato per aver presenziato all’occasione lapiriana voluta dal cardinale Bassetti e da Dario Nardella, ha fatto fare al Papa un passo falso”.

Nella Basilica di Santa Croce si è tenuta infatti una celebrazione presieduta dal presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, a cui ha preso parte anche Sergio Mattarella, e al termine della stessa ci si attendeva che durante l’Angelus il Papa facesse un saluto ai partecipanti all’evento organizzato dalla Conferenza episcopale italiana. L’invito di Minniti a quell’appunto sarebbe la causa che ha fatto decidere diversamente al pontefice.

Bassetti ha provato a glissare anche lui con un tweet: “Concluso l’incontro di 60 vescovi di 20 Paesi del Mediterraneo #Firenze2022. Impegno concreto a diffondere cultura confronto, ascolto e dialogo. Uniti alla preghiera di #PapaFrancesco per la pace in #Ucraina”. Ma il messaggio di Bergoglio è arrivato. Forte e chiaro. Il primo pensiero del pontefice resta intanto quello per la guerra tra Russia e Ucraina.

“Rinnovo a tutti l’invito a fare del 2 marzo, mercoledì delle Ceneri, una giornata di preghiera e di digiuno per la pace in Ucraina, per stare vicino alle sofferenze del popolo ucraino, per sentirci tutti fratelli e implorare da Dio la fine della guerra”, ha ribadito. Parole pronunciate dopo aver esortato “quanti hanno responsabilità politiche” a fare “un serio esame di coscienza davanti a Dio, che è il Dio della pace e non della guerra, il Padre di tutti, non solo di qualcuno, che ci vuole fratelli e non nemici”.