Il piccolo Loris strangolato con una fascetta di plastica. Nuove perquisizioni a Ragusa: cacciatore e madre del piccolo sotto assedio

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Il piccolo Loris Stival è stato strangolato con una fascetta di plastica. L’autopsia fa chiarezza: Loris non è stato strangolato con la mano come era stato ipotizzato in un primo momento. Intanto nuove perquisizioni della polizia scientifica, nella notte scorsa. Dopo casa Stival agenti in azione nella  casa di campagna di Orazio Fidone, il cacciatore di Santa Croce Camerina in provincia di Ragusa che sabato scorso ha trovato il cadavere di Andrea Loris Stival I tecnici, in precedenza, avevano ispezionato anche l’abitazione dell’uomo, a poche decine di metri dalla piazza di Santa Croce Camerina. Fidone al momento è l’unico indagato, come atto dovuto, per sequestro di persona e omicidio. Ma le attenzioni più grandi degli inquirenti si concentrano sulla madre del piccolo, Veronica Panarello. La sua versione fornita ai Carabinieri, e che sarebbe stata smentita da un video diffuso dal Tg1, non convince affatto gli investigatori. Lei sostiene di aver accompagnato il figlioletto a scuola, dal video emergerebbe che il piccolo Loris fa rientro verso casa. Al setaccio tutti i tabulati telefonici della Panarello. E non solo.

La famiglia do Andrea Loris Stival conosceva Orazio Fidone, il cacciatore che ha ritrovato il corpo del bambino. A dirlo è Francesco Villardita, avvocato degli Stival, rispondendo ai giornalisti: “Penso di si’, il paese di Santa Croce è così piccolo che penso si conoscessero”, ha affermato il legale. Ieri sera, dopo quella della famiglia di Loris, anche la casa di Fidone era stata perquisita dagli investigatori, con l’intervento della polizia scientifica.  “Basta alle voci da cortile e alle bugie” che ci “hanno feriti e uccisi. Veronica Panarello e Dadide Stivali, i genitori del piccolo Loris di 8 anni ucciso il 29 novembre scorso, in un colloquio con il quotidiano La Sicilia, chiedono “rispetto per una famiglia che soffre”, sottolineando di avere “piena fiducia nella magistratura”.

Si indaga su tutto ciò che possa essere utile a far luce sull’oscura vicenda. E quindi in tutti gli ambienti frequentati da Loris. “Agli investigatori abbiamo consegnato i disegni di Loris e tutto il materiale che era in nostro possesso. Ho dato anche il registro di classe per verificare il numero delle assenze, che comunque erano minime, la sua era una frequenza regolare.Loris era un bambino normalissimo come tanti altri perfettamente integrato nella classe e aveva ottimi rapporti con i docenti e con i compagni”. A dirlo in un’intervista a SkyTg24, Giovanna Campo, la preside della scuola elementare di Santa Croce Camerina, frequentata dal piccolo Loris Stival. “Ho conosciuto la mamma e il papà di Loris – aggiunge – per me erano persone normali, non ho mai avuto nessun sospetto nella maniere più assoluta. La famiglia era presente e partecipava alla vita scolastica del bambino”.