Modigliani artista. Con le donne. Al Quirino in scena la commedia sul pittore-scultore. Non solo le opere ma anche i grandi amori travagliati

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di Elena De Blasi

Quando si parla di Amedeo Modigliani si pensa subito ai suoi ritratti femminili caratterizzati da volti stilizzati e colli affusolati. Una specie di marchio di fabbrica dell’artista livornese. In verità il pensiero va anche alla sua prematura scomparsa (è morto a 35 anni affetto da tubercolosi). Indimenticabili le sue opere che abbiamo visto spesso in mostra. A Roma, a Palazzo Cipolla, ad Arezzo alla Galleria d’Arte contemporanea. “Quando conoscerò la tua anima dipingerò i tuoi occhi”, la frase che ha dato il titolo alla sua raccolta di capolavori. Come indimenticabile resterà a lungo il record stabilito dal quadro Nu Couché, messo all’asta da Christie’s, venduto per 170,4 milioni di dollari, il secondo prezzo più alto mai pagato. Come i più grandi artisti.

IL FASCINO – Tuttavia Amedeo Modigliani non è stato solo il grande pittore e scultore livornese, bensì un dongiovanni (o uno sciupafemmine se si preferisce). Quest’aspetto molto importante della sua breve vita viene evidenziato nella commedia teatrale (la prima stasera) in programmazione al teatro Quirino di Roma, intitolato a Vittorio Gassman. Raccontare Modigliani significa rappresentare anche una delle storie d’amore più famose e commoventi che abbiano mai riguardato un artista. L’amore totalizzante tra Amedeo e la sua Jeanne Hébuterne non può sopravvivere agli amanti, come la vita di Parigi in quel magico inizio di secolo, avrà un finale tragico e romantico. Nei panni del grande artista troviamo Marco Bocci. In scena assieme a lui Romina Mondello, Claudia Potenza, Giulia Carpaneto e Vera Dragone. La regia è di Angelo Longoni.