Il Consiglio per le relazioni con lโIslam getta la spugna. Dopo oltre un decennio, gli esperti alzano bandiera bianca di fronte allโimmobilismo del governo. La lettera di dimissioni รจ un jโaccuse che non lascia spazio a interpretazioni: ogni iniziativa sospesa, ogni progetto congelato, ogni speranza di integrazione mandata in soffitta. Il โPatto per un Islam italianoโ del 2017? Carta straccia. I corsi per imam โmade in Italyโ? Cancellati. Il dialogo interreligioso? Un fastidioso ronzio da silenziare. Qualcuno dalle parti del Viminale deve avere pensato che รจ meglio chiudere gli occhi: se non vediamo lโIslam, forse sparirร come per magia. Peccato che la realtร sia piรน testarda degli istinti securitari di chi ci governa. Le comunitร musulmane sono qui, sono parte del tessuto sociale italiano. Ignorarle non le farร svanire, ma alimenterร incomprensioni e conflitti.
ร la strategia dello struzzo elevata a politica di Stato. Cancellare ogni spazio di dialogo, rendere inoperante un organismo di esperti, ignorare anni di lavoro per lโintegrazione. Tutto in nome di un effimero consenso elettorale costruito sulla paura del diverso. La libertร religiosa non รจ un optional, un vezzo da concedere nei momenti di magnanimitร . ร un diritto fondamentale, un pilastro della convivenza civile. Ma evidentemente รจ piรน comodo cavalcare i fantasmi dellโinvasione islamica che affrontare la complessa realtร di unโItalia multiculturale. Il risultato? Un paese piรน chiuso, piรน spaventato, piรน diviso. Complimenti, signor Ministro. Con le sue non-azioni ha ottenuto ciรฒ che nessuno prima รจ mai riuscito a fare: spegnere il dialogo, soffocare lโintegrazione, alimentare la diffidenza.