Niente di buono dal monitoraggio settimanale. L’incidenza continua salire e l’Rt raggiunge 1,15. Speranza: “Allarghiamo la terza dose ad altre fasce di età”

incidenza Speranza
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L’incidenza settimanale dei casi di Covid a livello nazionale è in risalita: 53 per 100mila abitanti contro 46 per 100.000 abitanti della scorsa settimana (leggi l’articolo). E’ quanto emerge dal monitoraggio della cabina di regia del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità. Nel periodo 13 ottobre-26 ottobre, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,15 (range 0,93 – 1,28), in aumento rispetto alla settimana precedente e al di sopra della soglia epidemica.

È stabile, invece, e sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero. Si ritiene che le stime di Rt siano poco sensibili al recente aumento del numero di tamponi effettuati, poiché tali stime sono basate sui soli casi sintomatici e/o ospedalizzati.
Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 4,0% contro il 3,7%.

“La terza dose in questo momento è fortemente raccomandata per gli over 60, a tutte le persone fragili e a tutti coloro che hanno fatto la dose unica del vaccino Johnson” ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in conferenza stampa. “La prossima settimana – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo – lavoreremo per allargare la terza dose anche ad altre fasce” ha aggiunto “dove si hanno più vaccinazione l’incidenza è più bassa”.

“Siamo all’83,6% di vaccinati con ciclo completo – ha detto invece il commissario straordinario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo – questo vuol dire circa 45 milioni di cittadini che hanno la copertura totale. Coloro che hanno fatto una prima dose sono 46,7 milioni, ovvero l’86,5% della platea. A questi possiamo sommare coloro che sono guariti e siamo intorno ai 600mila soggetti. Si tratta in totale dell’87,7% dei cittadini che in qualche modo hanno una qualche copertura”.

Franco Locatelli, coordinatore del Cts, ha ricordato “quanto detto dal ministro tedesco che ha parlato di pandemia dei non vaccinati. Il rischio di essere infettati e sviluppare una patologia grave è significativamente diverso tra chi è vaccinato e chi non non lo è”.