Monte dei Paschi e Carige. Come sempre paga lo Stato. Il piano salva bilanci fa volare in Borsa i titoli degli istituti. Colpo di spugna sui crediti inesigibili. Il conto va al Tesoro

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L’idea che tutta la zavorra sui conti delle banche esca dai bilanci per finire in un pozzo nero “attizza” i mercati. e ieri non a caso due delle banche italiane più in difficoltà hanno visto schizzare il valore delle azioni sull’onda di questa bad bank di cui ormai tutti parlano. Le banche miracolate sono la Carige di Genova, che solo ieri ha guadagnato l’11,27% e il Monte dei Paschi di Siena (+4,12%, dopo essere salità però fino a circa +10%). Il progetto prevede la nascita di un soggetto in parte finanziato dallo Stato, al quale passare tutti i debiti deteriorati o molto poco esigibili. in qeusto modo le banche tornerebbero bianche come gigli e potrebbero prestare più facilmente il loro denaro.

IL CASO ALITALIA
La soluzione della bad bank ricorda immediatamente quanto accaduto con altri soggetti industriali, primo tra tutti l’Alitalia. In quel caso di crearono due società: la vecchia compagnia si tenne tutti i debiti e la nuova tutte le attività capaci di generare reddito. Non funzionò come si sperava, ma questo non vuol dire che alla nuova società non si fece un gigantesco regalo. Ora con le banche accade qualcosa di molto simile. Gli istituti, a partire dai più grandi, hanno a bilancio miliardi di euro che non potranno essere mai incassati. Chi ottenne quei prestiti spesso è fallito o è finito in cattive acque. Trovare qualcuno che si prenda quelle posizioni consentirebbe alle banche di smobilitare le relative riserve che devono essere conservate per legge e prestare quei denari. Una boccata d’ossigeno per le imprese, soprattutto quelle piccole e medie che chiedono linee di credito per investire ed assumere, senza però ottenere risposta.

CREDIT CRUNCH
Lo hanno chiamato credit crunch, ed è stato in questi ultimi anni l’incubo di piccoli imprenditori, artigiani e commercianti. A pagarne il prezzo sono state anche le grandi imprese, è chiaro, ma chi ha avuto santi in Paradiso in qualche modo è riuscito a farsi finanziare. I piccoli e le famigli invece no. Perciò tanti hanno dovuto chiudere o licenziare, alimentando la crisi che conosciamo. Ora però lo scenario è cambiato. La Banca centrale europea sta per immettere enormi masse di liquidità (avrebbe dovuto farlo prima, se solo i tedeschi l’avessero permesso). Bisogna dunque tornare a prestare i soldi, con un sicuro beneficio per la ripresa. Con i vincoli di Basilea e le misure restrittive imposte dalla vigilanza bancaria, prestare denaro diventa difficile, soprattutto se le banche hanno ancora tanta spazzatura sui propri libri contabili. Via libera allora alla bad bank, un’idea buona, ma che lascia l’amaro in bocca. A pagare infatti sarà anche lo stato, cioé tutti noi, mentre i banchieri allegri che hanno dato soldi senza garanzie la faranno franca. Come sempre.