A Montecitorio si sta comodi. Camera d’oro con i divani Frau. Costi alle stelle per arredi e cerimoniale

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di Carmine Gazzanni

Per carità: come d’altronde era stato annunciato, il taglio alle spese della Camera dei Deputati c’è stato. Un taglio non da poco se si considera che, facendo un calcolo annuale, siamo passati dai 118 milioni di euro spesi per beni, servizi e fortiture ai 71 dell’anno scorso. Eppure non sono pochi i capitoli di spesa che restano piuttosto alti. È quanto si evince dalle tabelle, visionate da La Notizia, sulle spese relative al secondo semestre 2015. Un taglio evidente anche se si fa un raffronto con lo stesso periodo 2014: se l’anno precedente la spesa ammontava a 16 milioni, nel 2014 è scesa a circa 12.

POLTRONE E FOTO – Come detto, però, scorrendo la lunga lista delle spese effettuate a Montecitorio, ne emerge più di qualcuna particolare. Come, ad esempio, i 14mila euro spesi per generici e imprecisati “arredi” con la Frau, la storica azienda di poltrone che è stata, fino a poco fa, di Luca Cordero di Montezemolo. Una spesa, questa, che in realtà non stupisce, essendo un habituè per Montecitorio. Nel 2014, infatti, la Frau aveva ricevuto un’altra commessa da oltre 18mila euro. Ma non basta. Perchè un altro capitolo di spesa che continua a giocare un ruolo non da poco, è quello del cerimoniale. Foto, video e accoglienza degli ospiti continua a costare a Montecitorio non poco: 128mila euro negli ultimi sei mesi.

DIPENDENTI LINDI E PINTI – E ancora. Negli ultimi 6 mesi la Camera non ha risparmiato nemmeno in spese di magazzino, cresciute peraltro se rapportate allo stesso periodo 2014. Da luglio a dicembre, infatti, Montecitorio ha speso, a riguardo, poco meno di 700mila euro. Tra le tante voci di spesa,  per la sola lavanderia se ne sono andati circa 13mila euro. Ma non è bastato per tenere tutti i dipendenti lindi e pinti.  E allora, da luglio a dicembre, via anche ad acquisti per divise nuove di zecca, per cui la Camera ha speso la bellezza di 144mila euro. La rappresentanza, d’altronde, è tutto. E così anche le bandiere devono essere splendenti. Ed ecco allora che abbiamo speso oltre 7mila euro pure per i nuovi vessilli del nostro tricolore.

ASSOCIAZIONE AMICA – Ma non basta. Perchè negli ultimi sei mesi servizi ad hoc sono stati richiesti al CeSPI (Centro Studi Politica Internazionale), per una spesa di 42mila euro. Non male per un ente che già vive di finanziamento pubblico essendo un “ente intrernazionalistico” sussidiato per il suo lavoro dal ministero degli Esteri. Sarà, ovviamente, solo un caso che presidente del CeSPI sia Piero Fassino e che nel direttivo compaiano tanti dem di primo peso, dal sottosegretario Sandro Gozi al fiorentino Lapo Pistelli, nominato dal Governo del concittadino Renzi vicepresidente dell’Eni. Infine, l’ufficio stampa di Montecitorio: per le agenzie di informazione e banche dati la Camera si è rivolta all’Ansa, sottoscrivendo un contratto che, da luglio a dicembre, è costato 318 mila euro.

Tw: @CarmineGazzanni