Morra crocifisso da destra e sinistra. Sul forzista arrestato solo silenzi. Bufera dopo le parole sull’ex governatrice Santelli. Chieste da più parti le dimissioni, ma lui non ci pensa

di Fausto Tranquilli
Politica
NICOLA MORRA

Intervenendo su Radio Capital relativamente all’arresto del presidente del consiglio regionale della Calabria, l’azzurro Domenico Tallini, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico-mafioso, il presidente della commissione parlamentare antimafia, il pentastellato Nicola Morra, ha sollevato un vespaio di polemiche. Ha fatto riferimento alla malattia della governatrice Jole Santelli, deceduta un mese fa, e si è attirato le critiche di tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione. Le scuse ieri dell’esponente M5S non sono bastate neppure al Movimento. Con la conseguenza che un’inchiesta in cui è stata messa per l’ennesima volta in luce la piaga di un territorio devastato da rapporti opachi tra pezzi di politica e criminalità è finita completamente nel dimenticatoio, per la gioia delle destre, e il dibattito è ora tutto sulle dichiarazioni di Morra, di cui i sovranisti e non solo chiedono le dimissioni.

IL CASO. “Sarò politicamente scorretto, era noto a tutti che la presidente della Calabria, Santelli, fosse una grave malata oncologica. Umanamente ho sempre rispettato la defunta Jole Santelli – ha affermato Morra ai microfoni di Radio Capital – politicamente c’era un abisso. Se però ai calabresi questo è piaciuto, è la democrazia, ognuno dev’essere responsabile delle proprie scelte: hai sbagliato, nessuno ti deve aiutare, perché sei grande e grosso”. Parole che hanno sollevato un vespaio. Le destre hanno subito chiesto le dimissioni del presidente della commissione parlamentare antimafia e richieste di scuse sono state fatte anche da Italia Viva, dal Pd e dallo stesso Movimento 5 Stelle.

“Morra dovrebbe chiedere scusa per quanto affermato. Quanto detto è inaccettabile”, ha dichiarato il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Davide Crippa. “Le parole del senatore Morra sono indegne nei confronti dei calabresi e ingiuriose e volgari nei confronti della memoria di Jole Santelli”, gli ha fatto eco il deputato dem Emanuele Fiano. “Le parole del presidente della commissione parlamentare antimafia sono indegne. E rappresentano un’offesa per tutti i malati oncologici”, ha affermato il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani. “Parole vomitevoli”, ha aggiunto Matteo Salvini.

ALTA TENSIONE. Morra alla fine ieri si è scusato, ma le sue parole non hanno interrotto le polemiche. “Salvini e altri esponenti del centrodestra chiedono le mie dimissioni facendo un truffaldino taglia e cuci di mie dichiarazioni, strumentalizzandole”, si è quindi difeso il presidente della commissione parlamentare antimafia. “Nel giorno in cui Domenico Tallini, di Forza Italia, viene arrestato per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, per un business che la ‘ndrangheta ha fatto nell’ambito della sanità, infatti era stato messo nella lista degli impresentabili, guarda caso parte un attacco nei miei confronti, basato sul nulla”, ha aggiunto.

Ancora: “Da parte mia c’è sempre stato il massimo rispetto per chi vive la condizione della malattia. Io ho semplicemente ricordato come l’elettorato debba essere pienamente responsabile delle proprie scelte. Perché ciò che avvenga è necessaria un’informazione totale”. Il coro che chiede la voce di Morra è riuscito così a cancellare qualsiasi riflessione sull’ennesimo arresto di un politico accusato di mafia in Calabria. Si va avanti così. Tra una polemica e l’altra, mentre il Meridione continua ad essere ostaggio dei clan.