Morra incalza la sanità calabrese. Meloni e Salvini lo invitano a dimettersi

Nicola Morra
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Sono balzato agli onori della cronaca per vicende che sono state raccontate in maniera inverosimile e dunque grottesca”. Il senatore eletto con i Cinque Stelle e presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, fornisce la sua versione dei fatti su quanto è accaduto sabato mattina nel corso della sua “ispezione” presso l’azienda sanitaria provinciale di Cosenza.

“Mi sono recato presso gli uffici dell’Asp per ottenere informazioni sulle modalità di prenotazioni per il vaccino per gli ultraottantenni e mi è stato detto, dall’unico dipendente che ho trovato quella mattina in sede, di fare un numero telefonico del Cot, la centrale operativa territoriale dell’Asp di Cosenza: sono rimasto 17 minuti a sentire la gentile voce del ripetitore automatico che mi diceva che gli operatori erano impegnati e di attendere in linea”.

Successivamente, ha raccontato ancora l’esponente M5S anche in un video su Facebook, “mi sono recato nei locali dell’Asp di Serra Spiga e ho incontrato il dottor Mario Marino, responsabile della centrale operativa territoriale. E l’ho messo telefonicamente in contatto con il sottosegretario Pierpaolo Sileri, con il Commissario alla sanità per la regione Guido Longo e con Vincenzo La Regina, Commissario dell’Asp cosentina, al fine di migliorare il servizio prenotazione e tutto quanto riguardi la somministrazione vaccinale in Calabria”.

Il dottor Marino, però, che da ieri si è messo in malattia – in seguito a un malore avuto dopo il “blitz” di Morra – fornisce invece un’altra versione dei fatti e si dice pronto a querelare il presidente dell’Antimafia. Morra avrebbe aggredito Marino e i medici dello staff definendoli “incapaci”, perché due suoi parenti ultraottantenni non erano ancora stati chiamati per il vaccino e perché da diversi giorni al numero per le prenotazioni non rispondeva nessuno.

Marino avrebbe tentato di spiegare a Morra che da quattro giorni, per le vaccinazioni, è partita la piattaforma informatica regionale, dunque, il numero non è più attivo, ma il presidente della Commissione antimafia non avrebbe ascoltato ragioni e anzi avrebbe chiesto agli agenti di scorta di identificare i dirigenti in servizio.

“I mei genitori e mio suocero sono morti, mia suocera è stata vaccinata dieci giorni fa. Se avessi voluto agevolare miei parenti non avrei seguito quelle modalità”, spiega Morra. I poliziotti della scorta avrebbero chiesto poi l’identificazione di Marino e di un altro medico perché “sprovvisti di mascherine”. “Nonostante a oggi la macchina di somministrazione del vaccino funzioni poco e male, questi scarsi risultati non hanno in alcun modo scalfito le retribuzioni dei dirigenti che dovrebbero garantirci ben altri numeri per le vaccinazioni e ben altri livelli d’assistenza sanitaria in un’azienda sanitaria provinciale con circa un miliardo di debiti!”, accusa Morra.

Per concludere che “l’ispezione eseguita sabato è una prerogativa di un parlamentare e penso sia dovere di qualunque rappresentante delle istituzioni provvedere affinché il diritto alla salute venga rispettato anche in Calabria, anche in provincia di Cosenza”. Morra nega che con Marino si siano lasciati in malo modo (“anzi”) e comunque se venisse querelato è pronto a far testimoniare la sua scorta. Sul presidente dell’Antimafia piovono polemiche a raffica. Da destra a sinistra.

Giorgia Meloni, Matteo Salvini e gli azzurri lo invitano a dimettersi. Critici anche i dem e i renziani. E c’è chi come il deputato M5S Giorgio Trizzino annuncia un’interpellanza urgente al ministro della Giustizia sulla vicenda. Ma Beppe Grillo condivide il video di Morra. Difeso apertamente da Alessandro Di Battista (“Querela Nicola e difendi la tua onorabilità”), Barbara Lezzi e i deputati di l’Alternativa c’è. Non commenta Longo, il governatore calabrese Nino Spirlì si concede un “Morra chi?”.