Morti sul lavoro, in tre mesi due vittime al giorno. Nel primo trimestre gli infortuni sono saliti del 50,9%. Mattarella: “Un dovere inderogabile garantire la sicurezza”

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Non si arresta la scia delle morti bianche. Sui campi, nei cantieri, in fabbrica: si continua a morire di lavoro. La media è due morti bianche al giorno. E un aumento delle denunce di infortunio di oltre il 50% rispetto ai primi tre mesi del 2021. I dati Inail aggiornati al primo trimestre 2022 raccontano di un trend in forte aumento.

Morti sul lavoro, i dati Inail aggiornati al primo trimestre 2022 raccontano di un trend in forte aumento

Una strage che non si ferma nemmeno nella Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro. Un operaio 39enne è morto alla Farnesina, a Roma, precipitando durante i lavori di manutenzione dell’ascensore e un 50enne è morto nel polo logistico di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza.

Le comunicazioni di incidenti di qualsiasi gravità arrivate all’istituto tra gennaio e marzo sono state 194.106 contro le 128.671 del primo trimestre del 2021 (+50,9%) e le 130.905 di gennaio-marzo 2020 segnato però dal lockdown. Quelli con esito mortale sono stati 189, quattro in più (+2,2%) rispetto alle 185 registrate nel primo trimestre del 2021 e 23 in più rispetto alle 166 dello stesso periodo 2020.

I dati mostrano che sono cresciute le morti di lavoratrici, passate da 14 a 24, mentre le denunce di incidenti mortali che hanno per vittime uomini sono scese da 171 a 165. In aumento i decessi tra gli under-40 (da 34 a 49 casi). Aumentano invece per tutti i casi di infortuni. Trasporti e magazzinaggio (+166,9%), Sanità e assistenza sociale (+110,4%) e Amministrazione pubblica (+73,8) sono i settori che hanno registrato il maggiore incremento di incidenti.

Statistiche “davvero preoccupanti” anche se i dati sono provvisori e da confrontare con “cautela”, spiega l’Inail, visto che l’anno scorso erano ancora in vigore diverse restrizioni anti-pandemiche. “Vogliamo con forza denunciare la necessità di intervenire per azzerare i morti sul lavoro”, ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini. “Bisogna far diventare la salute e la sicurezza una questione nazionale e culturale, bisogna condizionare gli aiuti alle aziende al rispetto della legge sulla sicurezza”, propone il numero uno della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

E sul tema è intervenuto anche il Papa, con un tweet: “Lavorare in sicurezza permette a tutti di esprimere il meglio di sé guadagnando il pane quotidiano”. Un’emergenza da affrontare, secondo l’Inail, investendo nella prevenzione. “L’Inail – ha dichiarato il presidente Franco Bettoni – cercherà di migliorare il proprio impegno, mettendo 2,7 miliardi, prevedendo agevolazioni per chi fa prevenzione e investendo in attività di ricerca per favorire politiche di prevenzione”.

Mentre l’ex ministro del Lavoro e membro del Cda di Inail, Cesare Damiano, ha sottolineato che “il costo degli infortuni incide, a livello nazionale, del 3% sul prodotto interno lordo (circa 45 miliardi di euro ogni anno), se soltanto una parte di questa somma fosse spesa per prevenire gli infortuni avremmo imboccato la strada giusta”.

“Abbiamo potenziato l’Ispettorato del lavoro. Le prime 300 nuove unità hanno preso servizio il primo aprile, seguiranno altri 900 ispettori e 131 funzionari nelle prossime settimane e a breve il concorso per altri 1.249 dipendenti che sarà indetto entro il mese di maggio”, ha spiegato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

“Un dovere inderogabile garantire la sicurezza sul lavoro. La morte di un ragazzo, con il dolore lancinante che l’accompagna, ci interroga affinché non si debbano più piangere morti assurde sul lavoro” ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel suo intervento all’Istituto Salesiano “G. Bearzi” di Udine, ricordando il 18enne morto in fabbrica a Lauzacco, durante uno stage.