Multe libere 24 ore su 24. Da Parma una sentenza choc. Il vigile può sanzionare anche se è fuori servizio. E anche il Comune adesso prende le distanze

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Multe libere, 24 ore su 24. Già, perché anche se non è in servizio, un vigile può tranquillamente fare una multa, con l’unico limite che si trovi a operare nel suo territorio di competenza. Non c’è che dire, quella arrivata nei giorni scorsi da Parma, da un paio d’anni guidata dal pentastellato Federico Pizzarotti, è una sentenza destinata a far discutare. Con il rischio, peraltro, che in qualche modo possa fare giurisprudenza. Il fatto è che un cittadino di Parma, nel lontano agosto 2009 (quando Pizzarotti non era ancora sindaco), era stato multato da un agente della polizia municipale fuori dall’orario di servizio. La “vittima” aveva presentato ricorso e nei giorni scorsi, dopo tre anni di sentenze, il giudice civile del Tribunale della città emiliana ha scritto la parola fine, confermando la contravvenzione. E stabilendo che gli agenti possono accertare le infrazioni stradali anche quando sono fuori servizio, quindi ventiquattro ore su ventiquattro.

LE CONSEGUENZE
Come ricordato ieri da Liberoquotidiano.it la decisione del tribunale parmense, che evidentemente apre scenari “preoccupanti” per gli automobilisti, è stata accolta con sorpresa anche dallo stesso comune di Parma, che con un comunicato lo scorso fine settimana ha informato i propri cittadini. “L’esito era tutt’altro che scontato”, si legge nella nota, “e la sentenza è stata accolta non senza sorpresa. Probabilmente sarà una di quelle cause che fanno giurisprudenza”. E poi il riassunto dei fatti: “Il Tribunale di Parma, con sentenza n. 892/2014, ha decretato che gli agenti della Polizia Municipale possono accertare le infrazioni stradali anche quando sono fuori servizio, quindi 24 ore su 24, purché ciò avvenga sul territorio di loro competenza”. La storia, che potrebbe cambiare per sempre il “mondo delle multe”, risale addirittura all’agosto 2009, quando un agente della polizia municipale di Parma, fuori dall’orario di servizio, aveva assistito a una grave infrazione e aveva annotato il numero di targa di un auto che aveva commesso un’infrazione su una carreggiata. Da lì è arrivata la sanzione. Ora dopo anni di cause legali è arrivato il verdetto: la sanzione è valida anche se registrata fuori dall’orario di lavoro. La sentenza rischia di essere una “slavina” per milioni di automobilisti.

LO SCENARIO
Ma rischia anche di essere utilizzata come arma da parte degli stessi comuni. Non è infatti un mistero che ormai da anni, complici patti stabilità a scarsità di risorse, i municipi non sanno resistere alla tentazione di utilizzare le multe come se fossero un’entrata tributaria. Da qui i periodi in cui i vigili compiono vere e proprie “retate” tra gli automobilisti, spesso andando anche a colpire quelli che magari non sono stati proprio indisciplinati. Il comune di Parma, guidato da Pizzarotti, con la nota sembra voler avvisare i cittadini. Ma cosa faranno altri municipi di fronte a casi simili? Di sicuro per gli automobilisti non va delineandosi uno scenario semplice, soprattutto alla luce di questa decisione.

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di Gaetano Pedullà

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