Che scoRaggio! La sindaca di Roma sapeva da fine luglio che Paola Muraro era indagata. L’assessore all’Ambiente finisce nel mirino. Ora i 5 Stelle la faranno dimettere?

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Il sindaco di Roma Virginia Raggi e l’assessore all’Ambiente Paola Muraro sapevano che quest’ultima era indagata dalla Procura di Roma per reati ambientali da “fine luglio”. Sono state le stesse Raggi e Muraro a comunicarlo alla commissione Ecomafie, alla Camera, rispondendo alle domande del presidente dell’organismo, Alessandro Bratti, e degli altri deputati.

Ora la patata bollente passa nelle mani del Movimento 5 Stelle. Perché l’assessore all’Ambiente, Paola Muraro, in Commissione Ecomafie ha spiegato di sapere di essere indagata dalla Procura di Roma già da fine luglio. Rispondendo alle domande del presidente Alessandro Bratti l’assessore ha fatto sapere dell’indagine per reati ambientali che la riguarda. Indagine di cui ha saputo facendo ricorso all’articolo 335 del codice penale che le ha consentito di sapere se ci fossero indagini nei suoi confronti. La Muraro è iscritta nel registro degli indagati dal 21 aprile ed è accusata di aver violato l’articolo 256 comma 4 del testo unico dell’ambiente che punisce l’attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Le contestazioni sono relative alla consulenza che la Muraro ha avuto con Ama per 12 anni.

LA DIFESA
“Sono sotto attacco mediatico”, ha detto l’Assessore all’Ambiente, “Non ci sono precedenti. Se dovessi smentire tutti i virgolettati perderei giorno e notte perché lo vedete che sono sotto attacco”. In commissione Ecomafie con l’assessore c’era anche Virginia Raggi. La sindaca di Roma ha parlato dei programmi che la sua amministrazione vuole mettere in campo per migliorare il ciclo dello smaltimento dei rifiuti nella Capitale. “A Roma abbiamo trovato una situazione molto critica. Il nostro modello è rifiuti zero”, ha detto la Raggi, “Ama non funzona in maniera egregia e non mira a questo obiettivo”.

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