Roma, beccati i furbetti del cartellino. Nove dipendenti del Museo della Arti e delle Tradizioni popolari timbravano e andavano via. E lo facevano anche per gli assenti

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Non c’è niente da fare. Certi vizi non andranno mai in pensione, mentre magari i diretti interessati alla fine una pensione la prenderanno pure. Chissà se poi tanto meritata. Visto che siamo al solito vizietto di timbrare il cartellino e abbandonare subito dopo la postazione di lavoro. L’ultima vergogna riguarda nove dipendenti del Museo delle Arti e delle Tradizioni popolari di Roma che, per fortuna, sono stati smascherati dai Carabinieri. Ora sono stati sospesi dall’esercizio dei pubblici uffici per un anno.

IL SOLITO VIZIETTO – Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma e condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Roma Eur, hanno consentito di accertare come dopo avere timbrato i nove dipendenti, di età compresa tra i 43 e i 65 anni, si allontanassero dal posto di lavoro oppure timbrassero per conto di altri colleghi che arrivavano più tardi rispetto all’orario previsto o che addirittura non si presentavano al lavoro. L’attività di indagine è stata denominata “Museum”. Iniziata nel febbraio dello scorso anno è andata avanti con pedinamenti e controlli, oltre a riprese video che hanno consentito di accertare il malcostume.

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