Una vicenda più che controversa in un Paese politicamente diviso quasi a metà, che si appresta ad andare al voto. L’uomo più ricco del pianeta, Elon Musk, poteva perdere una ghiotta occasione come la vicenda del gioielliere sparatore Mario Roggero? Certo che no. E infatti non l’ha persa.
“È pazzesco. Sono il giudice e il pubblico ministero a meritarsi questa condanna” ha vergato il miliardario Usa sul suo social X. Poche righe che trasformano il caso giudiziario di un uomo condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori in fuga e ferito un terzo, in una questione internazionale. Un commento rilanciato immediatamente dal referente italiano del patron di Tesla e SpaceX, Andrea Stroppa, che esulta: “Elon Musk dalla parte di Mario Roggero”.
Da Bonelli a Calenda, tutti contro Musk
Immediate le reazioni. Musk e Donald Trump “pensano di essere la legge e decidere chi è buono e chi è cattivo”, attacca Angelo Bonelli (Avs), che ricorda come “in Italia esiste lo Stato di diritto” e che sparare a chi fugge “non è più legittima difesa”. Ancora più duro Carlo Calenda, che liquida Musk come “un fascista” invitandolo a “farsi i c…. suoi”. Dal Csm arriva invece la replica del consigliere Ernesto Carbone, che ironizza sulle “lacune giuridiche” del miliardario e difende la civiltà giuridica italiana.
Intanto da Vannacci alla Lega è corsa a cavalcare il caso Roggero
Ma il fronte che sostiene Roggero continua ad allargarsi, cavalcato da chiunque a destra desideri appropriarsi dell’elettorato più reazionario e destrorso, da Roberto Vannacci alla Lega. Matteo Salvini, che venerdì aveva fatto visita al gioielliere nel carcere di Bollate, sostiene di non aver chiamato Musk, ma osserva che la vicenda “arriva anche al di là dell’oceano”. Il leader della Lega insiste sulla necessità di chiarire sempre di più la distinzione tra “chi si difende e chi offende” e racconta l’incontro con Roggero: “Ci siamo abbracciati”. Fratelli d’Italia ha spedito ieri una delegazione di consiglieri regionali lombardi a far visita al detenuto.
Il disegno di legge Borghi
Intanto il Carroccio a Roma depositava un disegno di legge, a firma Claudio Borghi, che punta a modificare radicalmente l’articolo 52 del Codice penale: in caso di aggressione armata in casa o nel luogo di lavoro, qualsiasi reazione sarebbe considerata non punibile, “indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta”. Una proposta che supererebbe perfino i limiti della riforma del 2019, voluta dallo stesso Salvini.
Il no di Forza Italia
Ma qui le resistenze arrivano anche dalla maggioranza. Il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto (Fi) prende nettamente le distanze: modificare la normativa “sull’onda dell’emotività” sarebbe “un grave errore”. I principi dell’attualità del pericolo e della proporzione tra offesa e difesa, avverte, sono il confine che separa la legittima difesa da una “liberatoria indiscriminata”.
E critica anche il metodo: una proposta di tale portata, dice, è stata avanzata senza alcun confronto con gli alleati e rischia di “creare più incertezze che soluzioni”. Forza Italia, però, apre eliminare il diritto al risarcimento civile per gli autori di gravi reati. Un punto sul quale il partito si dice pronto a votare un emendamento.
Immediato l’affondo di Rossano Sasso (Futuro Nazionale). “Fi, Lega e FdI siete pavidi e politicamente poco credibili. Gli Italiani non vi hanno votato per farsi i selfie davanti al carcere, ma per migliorare le norme esistenti”.
Nel frattempo la famiglia Roggero prova a sottrarsi al clamore. Dopo un colloquio di quattro ore a Bollate, la moglie Mariangela Sandrone ha spiegato che Roggero “sta bene, compatibilmente con l’ambiente”, mentre una delle figlie ha rivolto un appello ai cronisti: “Abbiate pazienza, un po’ di rispetto. Basta, travisate le parole”.
Bloccati a Roggero 50mila euro bonificati su un conto tunisino
Sul piano giudiziario, infine, la Procura generale di Torino ha ottenuto il sequestro conservativo di 50 mila euro trasferiti, prima del processo d’appello, dal conto del comitato “#iostoconmarioroggero” a un conto tunisino intestato allo stesso Roggero e alla moglie. Il provvedimento serve a garantire le spese di giustizia e gli obblighi civili derivanti dalla sentenza. La Corte d’Assise di Asti, infatti, aveva già condannato il gioielliere al pagamento di una provvisionale di 480 mila euro a favore di 14 familiari dei due rapinatori uccisi e del terzo complice ferito; l’importo definitivo del risarcimento sarà stabilito in sede civile.