Inatteso assist di Re Giorgio a Renzi

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Di Sergio Castelli

L’assist che non ti aspetti. Servito al premier Matteo Renzi su un piatto d’argento direttamente da Giorgio Napolitano: “L’Italia non può restare prigioniera di corporativismi e conservatorismi”. Il presidente della Repubblica spezza una lancia in favore del premier e, contemporaneamente, dà uno schiaffo a sindacati e minoranza Dem. “Specialmente in Italia”, è il monito di Napolitano, “dobbiamo rinnovare decisamente le nostre istituzioni, le nostre strutture sociali, i nostri comportamenti collettivi. Non possiamo più restare prigionieri di conservatorismi, corporativismi e ingiustizie”. E, per il presidente, è inutile “sbraitare contro la Ue per uscire da crisi. Non solo l’Italia ma tutta l’Europa sono alle prese con una profonda crisi finanziaria, economica, sociale. E fanno fatica a uscirne. Possono uscirne, l’Italia e l’Ue, solo insieme, con politiche nuove e coraggiose per la crescita e l’occupazione”.

DAGLI STATES
Prim’ancora dell’assist al bacio di Napolitano , dagli States Renzi aveva ribadito il suo impegno sul Lavoro incontrando Condoleeza Rice a Stanfort. “Sono felicissimo di fare il premier”, ha affermato il presidente del consiglio ribadendo di non avere alcuna intenzione di arretrare davanti alla battaglia sul lavoro. “Farò di tutto per una rivoluzione sistematica, un cambio violento in cui si arrabbierà qualcuno per far avanzare tutti”, ha detto il premier. E il riferimento ai sindacati è chiaro perché in Italia continua lo scontro feroce con i sindacati sul piede di guerra e la minoranza del Pd pronta con un referendum tra gli iscritti in difesa dell’art.18.

MAGGIOR SPAZIO ALLA RICERCA
Per ripartire i ricercatori italiani negli Usa chiedono “investimenti nei suoi punti di forza, i software, la moda, il design”. “Io cambio l’Italia, voi cambiate il mondo”, si rivolge ai tanti “cervelli” italiani che fanno la loro parte nella Silicon Valley. A ricercatori e imprenditori in fuga, il premier non chiede nostalgicamente di tornare a casa. Sa che per far rientrare in Italia chi cerca chance in America l’Italia deve rivoluzionarsi. E per farlo, attacca il premier, “non ci vuole una testa striminzita o rivolta al passato”. Ne’, rivendica, “avere padrini ne’ padroni”.