Natale a Roma. Torna la tradizionale mostra dei 100 Presepi alla sala del Bramante: vere e proprie opere d’arte per il divertimento di bambini e non

di Franz Besteck
Cultura

Arriva il Natale a Roma, e tornano i presepi. Così a piazza del Popolo, nello scenario della sala del Bramante, ecco le 150 natività provenienti da 13 Regioni italiane e da oltre 40 nazioni, esposte nella tradizionale mostra internazionale “100 Presepi” fino al prossimo 8 gennaio. Realizzate con materiali tradizionali come legno e cartapesta, ma anche in vetro soffiato e paglia, vogliono raccontare la vita quotidiana dei territori da cui provengono. Presepi che richiedono lavorazioni e approcci differenti: terracotta dipinta a mano, terracotta maiolicata, legno di tiglio intagliato, argilla cotta, ceramica raku, gesso, cartone e sughero, argilla nera, mogano africano, cristallo Baccarat, pasta naturale colorata, ceramica invetriata, mattoni, crini di cavallo, fili di rame.

Paesaggi di corallo – Della collezione fanno parte anche presepi esotici realizzati con la “Macaranga grandifolia”, conosciuta nelle Filippine come l’albero del corallo per i suoi frutti rossi, con la fibra di abaca detta anche canapa di Manila, oppure in “tagua”, l’avorio vegetale ricavato dai semi di palme tropicali del pacifico. Per l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, “questa mostra ci ripete quel gesto di amore di Dio che ci tocca il cuore: Natale è amico dell’uomo, di tutti gli uomini. E questi presepi mostrano quanto questo messaggio sia universale, da Francesco a Papa Francesco; è come una crescita incredibile di amore che prende i colori, le lingue e le forme di tutte le parti del mondo, perché il Natale viene per cambiare i cuori e per cantare la pace, così com’è colorata in ogni parte”.

Il legame con Amatrice – Per Paglia, “i segni parlano ed è singolare che questa mostra che ricorda Amatrice ci riporti appunto lì dove il presepe è nato e quindi tornare, con un debito, a San Francesco che ha inventato il primo presepe. Mi pare un gesto molto bello. Sembra che quel presepe parli ancora, però va vissuto come lo ha vissuto Francesco d’Assisi. In questo senso è un grande messaggio che rivoluziona la durezza e le chiusure di oggi per quell’amore che cambia, trasforma e rende più bella la vita di tutti”.

Via al laboratorio – In più, come ogni anno, nell’ambito della mostra viene organizzato anche il laboratorio “Il presepe come gioco”, nel quale i bambini, guidati da docenti e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, costruiscono con materiali vari uno o più personaggi del presepe, che poi possono portare a casa. Quest’anno l’enciclica di Papa Francesco “Laudato si’” ha suggerito agli organizzatori di far utilizzare ai bambini, nella realizzazione dei personaggi del presepe, materiale riciclato per sensibilizzarli su questo importante problema che coinvolge tutto il mondo. L’edizione del 2016 è la numero 41, segno che la passione per il presepe non conosce mode, ma fa parte della tradizione e della cultura religiosa italiana. Il presepe, insomma, non morirà mai.