Natale sostenibile. Dal cenone all’albero fino ai regali, i 10 consigli del Wwf per una festa green

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Dall’albero al cenone, un Natale sostenibile e green. A lanciare l’idea è il Wwf che per le feste di Natale ha stilato un vero e proprio decalogo. Il tradizionale “dec-albero” dell’Associazione contiene dieci consigli pratici per ridurre l’impronta ecologica delle feste di fine anno partendo dalla scelta delle luminarie al cenone della vigilia:

1 – Albero “locale” o artificiale se “di riciclo”. Nel dettaglio, per avere un albero sostenibile, la cosa migliore è addobbare ciò che già abbiamo, le piante che sono in casa o sul terrazzo o gli alberi in giardino o acquistare qualche sempreverde come il ginepro, il corbezzolo, l’arancio o il limone. Una volta passate le feste, se non si ha lo spazio sufficiente per tenerle in terrazzo, si possono ripiantare facilmente. Qualora si desideri rispettare la tradizione scegliendo un abete vero, è importante acquistare un albero coltivato da un produttore locale (così da avere tutti i vantaggi ambientali del consumo a km 0) secondo i principi dell’agricoltura biologica o in alternativa proveniente da una coltivazione che certifichi la gestione responsabile del bosco e della filiera del legno, scongiurando il rischio che il vostro acquisto possa contribuire alla distruzione di una foresta. Esistono infine una miriade di soluzioni alternative all’albero “vero”, adatte anche all’esterno, che non prevedono la plastica, e in particolare il PVC (materiali che hanno un elevato impatto ambientale legato loro ciclo produttivo) ma realizzati con materiali di riciclo o di recupero (legno, vetro, metallo o cartone);

2 – Luminarie a basso consumo e addobbi fatti in casa. Per quanto riguarda le luminarie, meglio utilizzare lampadine e luminarie a led che consumano fino all’80% di energia in meno delle vecchie luci a incandescenza, e accenderle solo in momenti particolari. Così si risparmia anche in bolletta;

3 – Per il cenone, prodotti locali e di stagione, poca carne. E il cenone? Leggero! Scegliere ricette tradizionali a base di ingredienti locali e di stagione, riducendo così l’impatto ambientale. Fatte salve le tradizioni italiane, cercare anche nei giorni di festa di ridurre i consumi di carne, soprattutto quella bovina, questo farà bene alla salute e al clima del Pianeta;

4 – Niente foie gras, caviale, datteri di mare o aragoste. Evitiamo inoltre prodotti come il patè de foie gras (che comporta enormi sofferenze agli animali), datteri di mare, aragoste (sull’orlo dell’estinzione e “cucinate” con metodi crudeli). Il caviale è ricavato da diverse specie di storioni, molte delle quali sono già commercialmente estinte in molte aree del pianeta. Fondamentale scegliere caviale “certificato” o da acquacoltura e invitare il proprio rivenditore a fare lo stesso;

5 – No a stoviglie usa e getta e fare sempre la differenziata;

6 – No al “Natale sprecone”, il cibo non si butta, l’energia non si spreca, i regali solo se utili. Ridurre al massimo gli sprechi di risorse (come energia, acqua, materie prime) in primis a tavola: conservare bene quello che abbiamo acquistato e non buttare quello che avanza. Lo spreco alimentare rappresenta oggi non solo un’emergenza etica ed economica, ma anche ambientale. Su oneplanetfood.info, nella sezione “Ricette verdi”, tante idee per riciclare gli avanzi e imparare ad utilizzare ogni parte degli ingredienti, cercando di limitare al minimo gli scarti.

7 – A proposito di regali, no a specie esotiche o loro derivati, alimentano il commercio illegale;

8 – Apparecchi tecnologici ed elettrodomestici solo se a basso consumo di energia;

9 – Shopping rigorosamente a piedi, in bici o con mezzi pubblici e pacchetti incartati in modo sostenibile;

10 – I regali inutili sono in via d’estinzione: “sostieni il Wwf e adotta una specie a rischio su o regala un’iscrizione al Wwf”. Scialli di shahtoosh, articoli in tartaruga e carapaci di testuggine, pelli di grandi felini (leopardo o giaguaro), ossa di cetacei intarsiate, prodotti ricavati da zanne e pelle di elefante, alcuni coralli sono solo alcuni esempi di prodotti che potrebbero derivare dal commercio illegale. Per gli oggetti di carta o di legno scegliere tra quelli certificati Fsc che contribuiscono ad una gestione più sostenibile delle foreste del mondo.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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