Negazionismo, fino a sei anni di carcere per chi incita all’odio razziale. Pene più pesanti per chi nega la Shoah, crimini di genocidio, di guerra e contro l’umanità

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Incitare al negazionismo o al genocidio ora è reato. Approvata nella giornata di ieri a Montecitorio la legge.

COSA PREVEDE – Reclusione fino ad un anno e sei mesi o la multa fino a 6.000 euro per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Rischiano da sei mesi a quattro anni coloro che istigano a commettere o commetteno violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Viene, quindi, vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo che abbia tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi: chi vi parteciperà rischierà sei mesi a quattro anni di prigione, che passeranno da uno a sei anni per chi quelle associazioni promuove o dirige. Pene da due a sei anni, infine, se la propaganda, l’istigazione e l’incitamento si fondino «in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra» come vengono definiti dallo Statuto della Corte penale internazionale.