Nel Centrodestra tutti a caccia della leadership. Il governatore Toti smorza gli entusiasmi di Berlusconi: “Il capo lo decide la gente”

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Silvio Berlusconi torna a rivendicare la leadership del Centrodestra. “L’abbiamo fatto noi e abbiamo sempre avuto il leader – ha detto domenica a Fiuggi alla kermesse del Ppe organizzata da Antonio Tajani – siamo noi che abbiamo portato al governo forze che erano sempre state escluse”. Un chiaro messaggio al leader della Lega, Matteo Salvini, che a sua volta si vede candidato premier dell’area e sempre domenica, dal palco della festa del Carroccio a Pontida (Bergamo), ha sciorinato il programma: mano libera alle forze dell’ordine, cancellazione di “leggi liberticide come la legge Mancino e la legge Fiano, giudici eletti direttamente dal popolo, eliminazione del decreto Lorenzin sui vaccini e della legge Fornero.

Chi la spunterà fra i due? Vedremo, è ancora presto per dirlo. Il governatore della Liguria Giovanni Toti (Forza Italia), che ha preferito essere con Salvini al raduno dei padani invece che a Fiuggi col Cavaliere – e che venerdì andrà ad Atreju, l’annuale manifestazione di Fratelli d’Italia –, ha lanciato l’idea. Al Corriere della Sera, dopo aver ricordato che sì, Berlusconi ha ragione perché “senza la sua discesa in campo e lo sdoganamento della destra, oggi non saremo qui nemmeno a parlarne” (della leadership, ndr), l’ex direttore del Tg4 dice: “Oggi i rapporti di forza non sono più quelli di una volta. E credo che saranno i cittadini a scegliere il leader: con le primarie se avremo una lista unica; oppure si vedrà quale sigla avrà ottenuto più voti, o cosa decideranno i parlamentari eletti”.

Umberto_Bossi_1Se Berlusconi deve guardarsi da Toti, nella Lega è scoppiata la grana Umberto Bossi. Per la prima volta, infatti, domenica il fondatore del Carroccio non è salito sul palco di Pontida.

“Questo è il segnale che devo andarmene via”, ha commentato Bossi, caustico. Poi, intervistato dal Messaggero, ha aggiunto: “Non mi aspetto niente da Salvini. Cosa c’è da attendersi da uno che ha tradito il Nord?”. Quanto alla sentenza del Tribunale di Genova, che a luglio ha condannato lui, suo figlio Renzo e l’ex tesoriere del partito Francesco Belsito per truffa ai danni dello Stato portando al sequestro preventivo dei conti della Lega, il Senatùr ha sparato ad alzo zero. “È stata una macchinazione dei servizi segreti. È la stessa cosa che è accaduta in Catalogna, dove alcuni sindaci sono stati messi sotto accusa per bloccare il referendum sull’indipendenza”.