Nel Palazzo è già scattato il week-end. Aule deserte, i parlamentari sono spariti

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di Vittorio Pezzuto

L’immagine che vedete a fianco non arriva dalle agenzie di stampa. E’ stata invece scattata ieri mattina dalla deputata grillina Carla Ruocco e fotografa come meglio non si potrebbe l’intensità dei lavori nell’aula di Montecitorio. Il suo telefonino ‘galeotto’ ritrae infatti un’aula praticamente deserta, con una manciata di parlamentari intenti a consumare l’unica pietanza politica all’ordine del giorno: lo svolgimento di alcune interpellanze urgenti al Governo. Un’assemblea di condominio sarebbe stata più partecipata. E se volete trovare le ragioni di questa diserzione in massa non vi resta che chechez l’argent: la mancata partecipazione a queste sedute non fa infatti scattare la decurtazione di 206,58 euro che colpisce il deputato che non partecipa ad almeno il 30% delle votazioni con il sistema elettronico.

Interventi monocordi
Ieri i sottosegretari che si sono alternati al microfono hanno fatto la solita figura dei pupazzi utilizzati dai ventriloqui, essendosi infatti limitati a leggere senza alcuna passione – con un tono monocorde e una leggera traccia di fastidio dipinta sul volto – le risposte burocratiche che per loro erano state scritte dai funzionari ministeriali. Uno spettacolo davvero deprimente e purtroppo non inedito. E dire che gli argomenti sollevati in aula erano anche di una certa rilevanza, afferendo spesso a quelle emergenze sociali ed economiche di cui tanto volentieri i nostri rappresentanti amano discorrere nei dibattiti televisivi: misure più idonee da adottare negli uffici giudiziari per meglio contrastare l’inquietante dilagare nel Paese del femminicidio; l’estensione della legge «Mancino-Reale» (che persegue penalmente i reati contro la persona per motivi etnici, religiosi e politici) ai casi riguardanti l’orientamento sessuale e le identità di genere; la denuncia di alcune presunte gravi irregolarità nell’operazione di dismissione del patrimonio immobiliare di Enasarco; la recente modifica dello statuto della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e infine il mancato finanziamento alle piccole e medie imprese da parte degli istituti bancari.

Commissioni non convocate
Le centinaia di assenze tra i banchi di maggioranza e opposizione non potevano peraltro in alcun modo essere giustificate da concomitanti lavori delle commissioni permanenti, le uniche a essere state finora insediate perché – come abbiamo spiegato ieri su questo giornale – quelle bicamerali sono ancora disegnate sulla carta: forse perchè troppo impegnati a litigare sulle presidenze, molti gruppi non hanno infatti ancora trasmesso ai presidenti di Camera e Senato l’elenco dei membri designati a farne parte. A lavorare di giovedì sono state infatti solo la Commissione Cultura (convocata nel primo pomeriggio per ascoltare le linee programmatiche del ministro Massimo Bray) e gli uffici di presidenza delle Commissioni Finanze e Lavoro, che in mattinata si sono riuniti congiuntamente per pochi minuti per meglio definire l’iter di approvazione del decreto legge sull’Imu e sulla Cig in deroga. Per la stragrande maggioranza dei deputati il “liberi tutti” per l’agognato week-end è quindi scattato già ieri mattina.
Un esempio che è stato ovviamente seguito anche dai loro colleghi senatori. Pochissimi hanno infatti deciso di partecipare alla seduta pomeridiana, anche lì convocata unicamente per discutere due interrogazioni: sull’applicazione della normativa fiscale alle fondazioni lirico-sinfoniche e sulla trasmissione della certificazione unica dei redditi da parte dell’INPS in modalità telematica. Nel frattempo a Palazzo Madama sono rimaste chiuse le porte di (quasi) tutte le commissioni.
E’ la politica ai tempi della crisi, bellezza!

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