Una truffa grande come una montagna. L’Everest, per essere precisi. Sarebbe quella perpetrata ai danni delle compagnie di assicurazione da 32 persone tra scerpa che accompagnano i ricchi scalatori (spesso impreparati) sul monte, piloti degli elicotteri di soccorso e medici degli ospedali alle falde della montagna.
Il meccanismo, che avrebbe coinvolto almeno 5mila escursionisti tra il 2022 e il 2025, era semplice: a un certo punto dell’ascensione, quando i turisti iniziavano a sentire i primi sintomi del mal di montagna (stordimento e nausea) le guide somministravano loro carbonato di sodio, che, invece di alleviare il malessere, lo accentuava. A quel punto convincevano gli scalatori della domenica a farsi soccorrere dall’elicottero e a farsi ricoverare. In quel modo gli ospedali, grazie a referti manipolati, potevano richiedere ricchissime parcelle alle assicurazioni e quindi dividere i proventi con i complici.
Nepal, almeno 171 salvataggi “sospetti”
Le indagini della polizia dimostrano che queste agenzie hanno truffato almeno 19,69 milioni di dollari in risarcimenti assicurativi ai danni di turisti. I dettagli forniti dalla polizia indicano che la Mountain Rescue Service P. Ltd. ha organizzato 171 “salvataggi sospetti” su un totale di 1.248 interventi di soccorso. Organizzando false operazioni di salvataggio in collaborazione con gli ospedali, avrebbe truffato oltre 10 milioni di dollari.
La società Nepal Chapter Service P. Ltd è accusata di aver sottratto 8,2 milioni di dollari, mentre Everest Experience and Assistance si è intascata 1,1 milioni di dollari.