Nessun contagio in 10 regioni. Ma la curva torna a salire con 208 nuovi casi rispetto a ieri. Oltre 13mila malati sono ancora in isolamento domiciliare

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La curva epidemica torna a salire con 208 nuovi contagi (di cui 111 in Lombardia) registrati nelle ultime 24 ore a fronte dei 192 di ieri e di un numero inferiore di tempo (22.166 contro i 34.462 dello scorso fine settimana). I casi totali dall’inizio dell’epidemia di Covid-19, secondo quanto riporta il bollettino quotidiano del ministero della Salute, sono 241.819 (qui la mappa).

Le regioni che oggi non riportano nuovi casi sono 10: Marche, Trentino Alto Adige, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Umbria, Val d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata. Sono 8 i nuovi decessi (ieri erano 7) – Lombardia (3 decessi), Piemonte (2), Veneto, Lazio e Sardegna (1 in ciascuna) – che portano il totale delle vittime a 34.869. I guariti sono 133 (ieri 164) per un totale di 192.241.

Per il secondo giorno consecutivo sale anche il numero dei pazienti attualmente positivi, oggi +67 oggi (ieri +21), per un totale che arriva a 14.709. Un solo aumento tra i ricoveri ordinari (ieri +5), per un totale che sale a 946. Mentre tornano a scendere le terapie intensive, oggi 2 in meno (ieri +3), e sono 72 in tutto. Le persone in isolamento domiciliare e attualmente ancora malate sono 13.691 sono.

“Il virus non è morto, è più vivo che mai. Quegli imbecilli che dicono che il virus è clinicamente morto lasciateli nelle altre categorie. Il virus è sempre lo stesso, ed è sempre tra noi” ha detto a Radio 1, commentando la situazione epidemiologica, il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito. “Sono preoccupato – ha spiegato Ippolito – vedo un pericoloso rilassamento, una campagna che dice è finito tutto non vi preoccupate. I focolai sono la spia che il virus circola. E’ tra noi”.

“Non è vero che è sparito col sole – ha detto ancora l’esperto -, o che lo abbiamo debellato con misure che non esistono, non abbiamo un vaccino, non abbiamo farmaci efficaci. Abbiamo solo un modo per controllarlo, proteggerci e proteggere gli altri. L’epidemia ce la porteremo dietro, come abbiamo fatto con altri virus, finché non avremo un vaccino, e un vaccino efficace. O cambiamo i nostri comportamenti senza rilassamenti e superficialità o dovremo abituarci ad avere un up and down del numero di casi”.

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di Gaetano Pedullà

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