Nessun dialogo tra M5S e Pd su conflitto di interessi e salario minimo. La replica di Di Maio a Delrio: “Avete avuto il vostro tempo”. E sul ritorno delle Province: “Bisogna andare avanti, non indietro”

dalla Redazione
Politica

“Oggi leggo un’intervista del capogruppo Pd Graziano Delrio in cui si dice pronto a discutere con il MoVimento 5 Stelle sulle nostre proposte sul conflitto di interessi e il salario minimo. La risposta è semplice: no, grazie”. E’ quanto scrive sulla sua pagina Facebook, il vicepremier Luigi Di Maio. “Non solo – aggiunge il leader del M5S -, è curioso che proprio oggi il Pd si svegli dopo che ha avuto 20 anni per concretizzare queste due proposte. Ed è ancora più curioso che sul taglio degli stipendi dei parlamentari, un’altra proposta del MoVimento, se ne stia in silenzio. Anzi, questo nuovo pseudo-Pd ha fatto persino il contrario, proponendo una legge per alzarli gli stipendi dei parlamentari, che è ridicolo! Quindi no, grazie!”.

“Avete avuto il vostro tempo. Il nostro appello invece è agli amici della Lega – scrive ancora Di Maio – con cui condividiamo un contratto di governo. Ci auguriamo di ricevere presto una risposta. Dobbiamo portare avanti il cambiamento e dobbiamo farlo veramente! L’Autonomia si fa, ma secondo certi criteri e senza spaccare il Paese in due. Questo non lo permetteremo. Per quanto mi riguarda le scuole pubbliche devono essere tutte uguali, così come gli ospedali. Non è che se vivi in Sicilia o in Calabria puoi essere danneggiato. Sulla salute e l’istruzione non si scherza, devono essere garantiti a tutti gli stessi diritti. Sempre. Specie se parliamo dei nostri bambini, nipoti o dei nostri nonni. E per questo controlleremo la legge riga per riga”.

“Detto questo – scrive ancora il leader del M5S -, l’Autonomia è nel contratto e la porteremo a casa. Senza fare però le cose in fretta. Vista la delicatezza del tema, servono calma e testa per non fare pasticci. E soprattutto servono meno slogan. Quello che non si rifarà, invece, sono le Province, ve lo assicuro. Bisogna andare avanti, non indietro. Semplificazione ed efficienza, di questo ha bisogno il Paese per crescere. Nessuno provi ad aumentare ancora il numero delle poltrone perché noi non ci stiamo e non ci staremo. Altri 2500 nuovi incarichi politici non servono. I cittadini pagano fin troppe tasse, i servizi già gli spettano. Non inventiamoci giochini”.

“Sapete – ha aggiunto Di Maio -, è in questi casi che le differenze tra il MoVimento 5 Stelle e i partiti si fanno nitide e lampanti. Guardate i fatti: loro continuano a pensare a come piazzare i loro amici ovunque, il MoVimento invece pensa a come toglierli dalle scatole e dare spazio alla società civile.  Un esempio? La legge per togliere gli ospedali dalle mani della politica. Un altro? Il taglio degli stipendi dei parlamentari. Un altro ancora? Il salario minimo, che di stipendio aumenti quello degli italiani! Ecco dove sono le differenze tra noi e loro. È questo il vero cambiamento!”.

“Se c’è qualcuno che deve chiedere scusa dei propri errori e dei danni causati al Paese questo è Di Maio – ha poi replicato Graziano Delrio – con il suo alleato Salvini di cui si vergogna. Il governo ha messo in ginocchio l’Italia e non ha una strategia per rimediare. Noi tifiamo per l’Italia e vogliamo che i problemi si risolvano. Per questo abbiamo sempre dialogato in Parlamento. Ma con un governo che continua sulla strada della incompetenza e dell’arroganza la strada è chiusa”.