Nessun incarico doppio, ma due nuove poltrone. Sulla questione delle nomine Zingaretti si difende: “Non c’è raggiro di legge, ma solo un errore materiale”.

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di Valeria Di Corrado

Un errore materiale degli uffici nella pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (Burl). L’ufficio stampa di Nicola Zingaretti giustifica così le disposizioni del Segretariato generale con le quali il 10 giugno scorso è stato nominato due volte la stessa persona, il 34enne Gianluca Giansante, per lo stesso incarico: dirigente della “comunicazione e relazione digitale con i cittadini”. “È stato mandato al Burl un atto con il nominativo sbagliato – spiegano dall’ufficio stampa – E chi ha firmato quel documento ha omesso di controllare. Ammettiamo l’errore e ce ne prendiamo la responsabilità. Chi ha sbagliato ne risponderà. Ma non c’è nessun doppio incarico”. Per lo staff di Zingaretti l’errore è “evidente e facilmente accertabile, visto che nei documenti pubblicati la stessa persona sarebbe nata nello stesso giorno in due posti diversi” (Roma e Chieti, ndr). A questa affermazione si possono obbiettare due cose: se era così evidente perché è stato necessario la denuncia del nostro giornale per scoprire l’arcano? E poi proprio il fatto che il contenuto delle due disposizioni sia identico in tutto tranne che in quel punto (il luogo di nascita) testimonia che c’è stato un errore nell’errore.

“Se è vero che è stata sciatteria sul Burl è grave – commenta il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Francesco Storace – È grave due volte se non è stato corretto nel numero successivo del Bollettino della Regione. È grave tre volte che ce ne siamo dovuti accorgere grazie alla testata La Notizia, perché evidentemente in Regione sono interessati solo alle nomine dei loro ‘Bad boys’. La forma, per Zingaretti e compagni, è optional”. “Semplice errore materiale o ennesima vergogna? – si chiede Luca Gramazio, capogruppo Pdl della Regione Lazio – Il governatore non pago delle brutte figure fatte fino ad oggi, dei guai della sua giunta, della legittimità delle sue nomine e della presentabilità dei dirigenti, ne inventerebbe un’altra”. “In soli quattro mesi di governo, il presidente Zingaretti ha collezionato diverse scivolate sulle bucce di banana – dichiara il consigliere regionale Pdl Adriano Palozzi – Dispiace notare che non è sufficiente un Segretario generale, peraltro strapagato, ma ci sia bisogno dei quotidiani e dell’occhio attento dell’opposizione per far emergere e correggere errori, su cui rimangono comunque molti dubbi”.

Lo staff di Zingaretti assicura che verrà corretta la disposizione sul Bollettino ufficiale (l’unico documento che fa fede e rende esecutive delibere e leggi). Intanto ci è stato spiegato che l’incarico di responsabile “Social media manager, web content manager, coordinamento newsletter istituzionali” è stato affidato a Carlo Guarino, 30 anni, già responsabile del sito internet della Provincia di Roma. Quindi, sia per Giansante sia per Guarino sono state istituite due nuove posizioni dirigenziali di natura fiduciaria che prima non esistevano, per un totale di 120 mila euro lordi l’anno. “Noi però rispetto alla giunta Polverini abbiamo ridotto del 10% gli stipendi degli apicali”, tengono a precisare dall’ufficio stampa di Zingaretti.