Nessun Sistema Sesto, dopo 4 anni e mezzo cadono le accuse a Penati. Processo tritacarne per reati che non c’erano

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di Maurizio Grosso Dopo quattro anni e mezzo di inchieste e di processo il famoso “Sistema Sesto” si sbriciola. Anche se c’è una coda polemica relativa al peso specifico che in questa vicenda ha la prescrizione dei reati che costituivano l’asse portante dell’impianto accusatorio. Sta di fatto che Filippo Penati, ex presidente Pd della Provincia di Milano ed ex sindaco di Sesto San Giovanni, e gli altri dieci imputati, sono stati assolti dai giudici di Monza nel processo per il cosiddetto “sistema Sesto”. Le accuse erano, a vario titolo, di corruzione e finanziamento illecito dei partiti. “Con questa sentenza si è messa fine ad un’ingiustizia durata quattro anni e mezzo”, ha detto Penati, che è stato anche capo della segreteria di Pier Luigi Bersani. “Esce pulita la mia immagine di amministratore ed è stata restituita la mia onorabilità”, ha aggiunto. I PASSAGGI I giudici del tribunale di Monza, presieduti da Giuseppe Airò, hanno assolto gli 11 imputati o perché il fatto non sussiste o perché non costituisce reato, sia con formula piena sia con la vecchia formula dubitativa. Inoltre hanno dichiarato il non doversi procedere per prescrizione per le vicende di concussione che riguardavano le presunte tangenti sulle ex aree Falck e Marelli, e cioè il cuore dell’indagine per il quale, peraltro, ci sono stati anche patteggiamenti. La prescrizione riguarda i presunti reati commessi fino all’autunno 2006 ed è intervenuta tempo fa per via della cosiddetta Legge Severino. I giudici, oltre a Penati, hanno assolto Bruno Binasco, ex manager del gruppo Gavio, l’architetto Renato Sarno, l’ex capo di gabinetto della Provincia di Milano, Giordano Vimercati, l’ex segretario generale di Palazzo Isimbardi, Antonino Princiotta, gli imprenditori Giuseppe Pasini e Piero Di Caterina, l’ex amministratore delegato dell’autostrada Milano Serravalle, Massimo Di Marco, e il manager della stessa società Gianlorenzo De Vincenzi. I fatti contestati riguardano a vario titolo tre episodi di corruzione e due di finanziamento illecito ai partiti. A luglio, al termine della sua requisitoria, il pm monzese Franca Macchia aveva chiesto al tribunale di condannare, tra gli altri, Penati a 4 anni di carcere, Binasco e l’architetto Sarno a 2 anni e mezzo, Princiotta a due anni e gli imprenditori Di Caterina e Pasini rispettivamente a 2 anni e un anno e mezzo di carcere. REAZIONI “Assolto Penati. Io non ho mai dubitato. Ma quanto sono lunghi quattro anni?”, ha commentato a caldo su Twitter l’ex segretario del Pd Bersani. Quanto a Penati, a chi gli ha fatto notare che il nucleo dell’indagine, quello che riguarda le presunte tangenti legate alle ex aree Falck e Marelli, è andato prescritto, ha risposto: “Questa parte è entrata nel processo e io ho già denunciato l’imprenditore Pasini, che dovrà risponderne in tribunale, e prossimamente farò altrettanto con Di Caterina. Io non ho costretto nessuno”, ha continuato, “né sono stato corrotto e la vicenda dei prestiti è stata una bufala per coprire problemi propri”.

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