A Roma nessuno più nei paRaggi. Salta De Dominicis perché indagato e il mini direttorio si dimette

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Si dimette il mini direttorio romano, salta l’assessore al Bilancio Raffaele De Dominicis perché ha scoperto di essere indagato per abuso d’ufficio. Quando sembrava che la crisi della giunta M5s in Campidoglio stesse per rientrare lentamente, sono arrivati i due nuovi colpi. Il problema ora è politico. I fatti hanno dimostrato che la struttura di comando del M5s è debole e in tanti chiedono una riorganizzazione. La senatrice Barbara Lezzi, intervistata dal Fatto Quotidiano, ha detto: “Il direttorio va allargato, cinque non bastano”. Resta l’ipotesi più radicale in campo, ma non è detto che se ci saranno nuovi sviluppi non possa essere praticata. Intanto ieri Luigi Di Maio ha chiesto scusa per aver sottovalutato l’indagine a carico dell’assessora all’Ambiente Paola Muraro, ma potrebbe non bastare. L’idea di allargare la squadra, per ora composta solo da deputati, anche ai rappresentanti che siedono a Palazzo Madama era già stata avanzata da Gianroberto Casaleggio.

Ora in tanti vorrebbero che si affrontasse il tema. A cominciare dal mini-direttorio romano che ha rassegnato le dimissioni. In tre (i restanti, dopo le dimissioni di Roberta Lombardi) hanno deciso di lasciare l’organismo, cioè la senatrice Paola Taverna, l’europarlamentare Fabio Massimo Castaldo e il consigliere regionale Gianluca Perilli. “Non faremo mai mancare il nostro sostegno e il nostro contributo” scrivono sul blog di Grillo. Il motivo per cui il loro compito non è “più necessario”, aggiungono, è perché “la macchina amministrativa è partita ed giusto che ora proceda spedita”. Resta che nella firma in calce manca il nome del deputato Stefano Vignaroli, dato che, pur avendo partecipato ad alcune riunioni del mini direttorio, formalmente non è mai entrato nell’organismo pentastellato.

LA MAIL – Intanto, a una settimana esatta dallo scoppio della crisi della giunta M5s in Campidoglio, la sindaca Virginia Raggi cerca di ritrovare la normalità. Prima la partecipazione alle celebrazioni dell’8 settembre a Roma (“Non mollo”, ha detto ai cittadini che l’hanno fermata) e poi il ritorno a Palazzo Senatorio. Beppe Grillo, dopo il comizio di Nettuno, ha riunito a pranzo il direttorio M5s: tra gli altri presenti Luigi Di Maio, Roberto Fico e Carlo Sibilia. E probabilmente si sarà tornati a parlare della fatidica mail inviata allo stesso Di Maio. La domanda che in tanti si stanno ponendo ancora è chi abbia passato la mail ai giornali. A difendersi a spada tratta è stata la stessa Taverna. “Ho già provveduto a far smentita pubblica”, ha scritto su Facebook, “a chi si è permesso di dire che sono stata io a passare mail ed sms alla stampa e sono pronta a querelare chiunque lo affermi nuovamente. Chiaro? Il Movimento 5 stelle è la mia vita e per quello che è in mio potere lotterò fino alla fine per veder realizzato quel sogno. Non riuscirete a metterci gli uni contro gli altri e chi oggi sta facendo certe insinuazioni definendosi uno del 5 stelle può trovare altra collocazione”.

LASCIA DE DOMINICIS – Dopo l’allontanamento del vicecapo di Gabinetto Raffaele Marra e il ridimensionamento del segretario politico Salvatore Romeo, ora tocca all’ex procuratore regionale della Corte dei Conti del Lazio, Raffaele De Dominicis, la cui nomina era stata annunciata solo domenica 4 settembre. L’ex giudice era finito al centro delle polemiche perché aveva detto di essere stato contattato dall’avvocato Pieremilio Sammarco, ex collaboratore dello studio Previti e titolare dello studio dove ha lavorato Virginia Raggi fino a prima dell’investitura.