Benjamin Netanyahu sarebbe pronto a scendere sul campo di battaglia al fianco del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, contro gli Houthi, il gruppo ribelle che da settimane ha lanciato un’offensiva per prendere il controllo dello Yemen. A rivelare il desiderio del primo ministro israeliano è Haaretz, che cita una fonte anonima secondo cui Netanyahu sta cercando di ottenere il via libera dell’Arabia Saudita, tramite la mediazione americana, alla partecipazione di Israele alla campagna militare contro il gruppo yemenita filo-iraniano.
Una richiesta alla quale, sempre secondo il quotidiano israeliano, il principe Mohammed bin Salman si starebbe opponendo, perché teme probabili ripercussioni negative sull’opinione pubblica del regno. Dal canto suo, Netanyahu vorrebbe unirsi al conflitto per colpire i combattenti yemeniti alleati dell’Iran e rafforzare i legami con Riad, così da arrivare alla normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi.
Netanyahu vuole entrare in guerra in Yemen contro gli Houthi, ma il principe saudita bin Salman frena
In attesa di capire cosa succederà, in Yemen continuano i violenti scontri tra il gruppo filo-iraniano e l’esercito regolare, appoggiato dalle forze aeree saudite. Come riferisce la tv Al Arabiya, i combattimenti si sono concentrati sulle posizioni di Aghbara, Mansoura e Mahawla, a circa 48 chilometri a est di Bab el-Mandeb, dopo un attacco sferrato dagli Houthi contro le Forze Al-Amaliqa (Giganti), schierate nella zona da domenica.
Fonti sul campo riferiscono di consistenti concentrazioni di truppe Houthi e dell’impiego di un intenso fuoco di copertura con artiglieria e droni, nel tentativo di sfondare le linee e raggiungere il monte strategico di Jabal Hawab, dove, però, ad attenderli ci sarebbe un massiccio schieramento di forze dell’esercito regolare.
Gli Houthi avrebbero anche causato almeno sei morti civili con un bombardamento indiscriminato sulla città di Taiz e nelle aree circostanti, come riferisce la tv Al Jazeera. L’attacco sarebbe avvenuto in risposta ai raid sauditi sulla capitale, Sana’a, tuttora sotto il controllo del gruppo filo-iraniano.