Nicola Morra all’attacco del Governo Gentiloni: “Lobby in pressing su 1800 nomine di Stato”. E fa i nomi di chi potrebbe passare al Pd

di Carmine Gazzanni
L'intervista

Inutile chiedere a Nicola Morra se oggi, a Palazzo Madama, il Movimento 5 Stelle voterà la fiducia. Quella penstastellata, d’altronde, è una bocciatura che non lascia alibi: “avrebbero dovuto avere la decenza di alzarsi e andarsene a casa, costoro, che sono strateghi così abili nel riuscirsi a sputtanare da soli”, attacca Morra.

Insomma, un Governo fotocopia e nulla più.
Esattamente. Ma non solo: quello di Renzi è stato un ulteriore smacco che è stato di fatto imposto alla minoranza dem. I nuovi ingressi di Anna Finocchiaro e Valeria Fedeli lo testimoniano: parliamo di due ex frondiste che si sono convertite al renzismo. Se Renzi avesse voluto recuperare il rapporto con la minoranza, avrebbe dovuto accogliere alcune richieste dell’area bersaniana. E invece questo è un ulteriore guanto di sfida lanciato a Bersani e company. D’altronde, più li sfidi e più si comportano come Cuperlo, che abbassano la testa e scodinzolano.

Le nomine però non sono finite qui. Qualcun altro potrebbe affacciarsi alla porta di Gentiloni…
Ci sono 1.800 nomine da farsi da qui a breve. Si tratta dell’Enel, della Rai, dei servizi e del sottobosco ministeriale. E qui tutti si sono fiondati, nonostante pochi ne parlino.

C’è da aspettarsi pressioni lobbistiche, come già accaduto in passato?
Le rigiro la domanda: non trovo argomenti per escluderlo. D’altronde, al Senato la maggioranza si presenta con numeri risicatissimi e nulla lascia escludere che si possa ripresentare il mercato delle vacche, per cui già ci sono state profferte.

Si spieghi meglio.
Alcuni senatori appartenenti a Gal già sono stati avvicinati, ma io penso anche ad alcuni senatori ex M5S che hanno dato vita all’Italia dei Valori. Ci sono Alesandra Bencini, Maurizio Romani e Francesco Molinari: loro in più occasioni hanno già votato la fiducia al governo Renzi.

Però i verdiniani sono stati chiari: non voteranno la fiducia.
Io aspetterei a parlare. Intanto bisogna vedere se i verdiniani non verranno consolati in altro modo. Perché accanto alle nomine ministeriali, ci sono quelle del sottobosco governativo su cui, non è un mistero, loro puntano.

In questa situazione, secondo lei, quando andremo a votare?
Il più tardi possibile. E non tanto per l’interesse dei singoli, che hanno certamente  la volontà di lucrare in molti casi il trattamento pensionistico, quanto per il fatto che il sistema tutto ha paura. La vera forza del Movimento è che è riuscita a riportare al voto persone che da decenni non si recava più alle urne. In questo siamo il pericolo numero uno.

Però è un po’ incoerente che ora vi facciate portavoci dell’Italicum, in passato tanto osteggiato.
Questo è stato un errore di comunicazione. Noi non vogliamo l’Italicum, noi vogliamo la legge elettorale valutata dalla Consulta per quanto approvato dal Parlamento. D’altronde erano stati loro a definire questa legge la più bella del mondo. Votata per ben tre volte con voti di fiducia. Parliamoci chiaro: ora chi vota contro è come se si sfiduciasse da sé. Questa è la vera incoerenza.

Si è letto che il Movimento scenderà nelle piazze. Però arriverà il momento in cui bisognerà sedersi a un tavolo e trattare con le altre forze politiche. In quell’occasione cosa accadrà?
Il suo ragionamento sarebbe ineccepibile se io avessi accanto a me interlocutori onesti. Questi sono campioni della disonestà: se ti siedi al tavolo, già stai firmando una cambiale che poi loro stessi porteranno all’incasso. Questi sono bari professionali. Io gioco con chi le regole le rispetta, non con chi per professione le regole le elude e le infrange. Non è un caso che adesso al ministero per le Riforme sia finita Anna Finocchiaro che ora si dovrà spendere per una legge elettorale che riunisca tutti in un disegno anti-Movimento. E lei è una stratega raffinata.

E delle altre nomine, cosa ne pensa? Qual è quella che l’ha stupita più delle altre?
Sicuramente Luca Lotti, ministro dello Sport, non un ministero di primo peso. Però la fregatura è dietro l’angolo dato che a questo ministero viene concessa la competenza sul Cipe. Non so cosa c’entri con lo Sport però questo significa che Luca Lotti continuerà ad essere un pezzo da novanta nella compagine governativa.

E Boschi sottosegretaria?
Per molti doveva essere declassata Maria Etruria Boschi e invece è stata premiata e salvaguardata. Quantomeno abbiano la decenza di alzarsi e andarsene a casa. Costoro, che sono strateghi così abili nel riuscirsi a sputtanare da soli.

E il passaggio di Alfano alla Farnesina?
Guardi, io ricordo un tweet di Matteo Renzi: “come si fa a governare con Alfano”. Un cinguettio che risale a quando Renzi era appena diventato segretario per rosolare a fuoco lento Enrico Letta. E ora l’incredibile Angelino riesce a diventare pure titolare di un dicastero così importante. Ma evidentemente la considerazione delle istituzioni da parte di questa classe dirigente è talmente bassa che pure Razzi potrebbe provarci.

Renzi tornerà all’attacco?
Molto probabile. Ha detto che si sarebbe ritirato. Stessa cosa la Boschi, ma loro sono campioni del mendacio, sono professionisti nello sparar balle sistematicamente, salvo poi ripresentarsi agli occhi degli italiani come se queste cose le avessero dette altri.

E il Movimento? C’è in piedi la partita della leadership con Di Maio e Fico…
Al centro resta il progetto e il programma. Noi abbiamo conquistato elettorato non per Di Maio o Fico, ma per il reddito di cittadinanza. Certo, ci sarà un nome. Tutti quanti noi, d’altronde, siamo a disposizione del progetto.

Anche Nicola Morra?
Essendo noi tutti portavoce, siamo a disposizione. Penso che per tutti quanti noi, debba esser così.

Tw: @CarmineGazzanni