Niente audizioni al Senato, insorgono i caregiver. I familiari di persone non autosufficienti scrivono alla Casellati. Vogliono dire la loro sulla legge che li riguarda

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Una pec alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e a tutti i senatori per chiedere che le audizioni sul testo dei caregiver familiari di Simona Nocerino (M5S) si facciano. Coronavirus a parte. Magari in videoconferenza. “Altrimenti – scrivono gli stessi caregiver – dobbiamo pensare che si voglia annullare il confronto de visu su un testo che appare critico”. “Mi pare che qualcuno stia strumentalizzando la cosa: è solo una questione di prudenza, dovuta all’emergenza sanitaria, nei confronti di chi a casa ha persone fragili – dice a La Notizia la Nocerino -. In videoconferenza? Non siamo sempre attrezzati per farlo. Abbiamo chiesto delle memorie che verranno esaminate con attenzione”.

A gennaio 2019 il Comitato ristretto deve fare un testo unificato di sette pdl sui caregiver. Lo tiene in stand by fino a luglio 2019. Se fosse uscito avrebbe portato il numero 55, ovvero prima firma Patriarca. Che però decade dalla carica di senatore. A questo punto – siamo al 7 agosto – Nocerino presenta a sua prima firma un testo e lo fa sottoscrivere da tutti i capigruppo. Su questo vorrebbero dire la loro i familiari che si fanno carico dei propri cari con disabilità. Si tratta di veri e propri eroi (oscuri) del quotidiano. C’è Orietta, malata oncologica, con figlia con sindrome di Rett. Mariangela con i figli affetti, uno, da un neuroblastoma e, l’altra, da sindrome di Rett. E Anna Maria, cognato e marito disabili a carico. La lista è lunga: 7 milioni sono le famiglie coinvolte.

FONDI BLOCCATI. Criticano il testo della Nocerino che assegna 3 anni di contributi figurativi per chi non lavora: “Una beffa per chi ha abbandonato il lavoro”. E che parla dei caregiver come di chi assiste e si prende cura “gratuitamente” dei propri cari. “Ci sono punti deboli nel testo e siamo pronti a correggerli”, assicura ancora la pentastellata Nocerino. Molti familiari da noi sentiti guardano con interesse al testo depositato in Senato da Andrea Cangini, portavoce di Voce Libera di Mara Carfagna. Che ha presentato uguale ddl alla Camera e domani riceverà alcune caregiver. Cangini definisce i criteri per contare i caregiver e sulla base del numero risultante apre la domanda per un assegno indennitario che non fa reddito e non entra nell’Isee.

“La cosa scandalosa – dice Cangini a La Notizia – è che ci siano i fondi ma manca un sistema normativo che consenta di spenderli”. Per la prima volta la figura del caregiver familiare viene riconosciuta nel 2017. Il comma 254 art. 1 della legge di Bilancio 2017 stanzia 20 milioni all’anno per il triennio 2018-20. Poi nel 2018 il fondo è aumentato di 5 milioni per il triennio 2019-21. Con la legge di Bilancio 2019 è stabilizzato a 25 milioni annui. Nell’ultima manovra si crea il fondo per la disabilità e la non autosufficienza con 29 milioni per il 2020, 200 per il 2021 e 300 a decorrere dal 2022 ma non si specifica cosa ci si farà. Il tentativo della ministra Elena Bonetti di ripartire i fondi per i caregiver con un decreto viene bocciato dalla Conferenza Stato-Regioni perché i criteri sono giudicati inappropriati. I familiari vogliono dire la loro “a voce” su tutto questo pantano, la Casellati dovrà dire loro se potranno.