Niente messa per il presunto boss. A Grumo Appula stoppata l’iniziativa del parroco, e il sindaco vuole cacciare Michele Delle Foglie

dalla Redazione
Cronaca

La bufera su Grumo Appula, comune del barese di 13mila abitanti, non è terminata. La messa in suffragio di Rocco Sollecito, presunto boss morto in Canada, non è stata officiata rispetto a come era previsto. La posizione del parroco, don Michele Delle Foglie, è stata sconfessata dal vescovo. E adesso il sindaco Michele D’Atri ha chiesto la rimozione del prelato, ritenendolo indagato al ruolo che svolge per la comunità.

“È arrivato il momento che il vescovo prenda provvedimenti. Credo che su don Michele Delle Foglie ci sia un profilo di incompatibilità col territorio per via dell’attività imprenditoriale della famiglia che sta tentando di aprire da anni il più grande impianto di compostaggio della regione in contrasto con il volere dell’Amministrazione comunale”, ha attacco il primo cittadino di Grumo Appula. Nei giorni scorsi si era sollevata la protesta dopo l’affissione dei manifesti che annunciavano la messa in memoria di Rocco Sollecito. Il parroco si à difeso, andandoci giù duro contro i suoi concittadini etichettandoli come “poveri ignoranti”: “Era un comunicato ai fedeli della parrocchia e non alla cittadinanza, cui non era rivolto neppure l’invito alla preghiera. Si è parlato di messa in onore del boss e di funerale, ciò è assurdo. Quel poverino fin da fine maggio giace morto e sepolto in Canada”.

Ma il sindaco D’Atri ha usato espressioni forti per censurare l’organizzazione della messa: “Lui usa il pulpito per sbraitare con chi si mette contro le sue posizioni. Vescovo e autorità preposte intervengano con provvedimenti esemplari, peraltro più volte richiesti ad esclusivo interesse della comunità religiosa già abbastanza privata è danneggiata”.