Niente più bottiglie e contenitori di plastica negli edifici pubblici. Ma per farlo occorre acqua migliore dai rubinetti. La sfida green del ministro Costa

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È il nemico numero uno dell’ambiente. L’allarme lanciato ripetutamente dal mondo scientifico, ora sembra trovare una sponda da quello politico. Il ministro dell’ambiente Sergio Costa alla sua prima apparizione al Consiglio ambiente Ue ha proposto di “vietare bottiglie e contenitori di plastica negli edifici pubblici. Dobbiamo liberarci del mono-uso e dell’usa e getta e credo che le istituzioni siano le prime a dover dare il buon esempio”, ha spiegato il ministro.

Nel corso del suo intervento nel dibattito sulla nuova direttiva acqua potabile, Costa aveva anche sottolineato che è “essenziale che l’Ue garantisca il diritto all’acqua potabile e l’accesso all’acqua a tutti” in quanto “bene comune”. La fornitura e la gestione delle risorse idriche non devono essere soggette alle logiche del mercato unico e i servizi idrici devono essere esclusi da qualsiasi liberalizzazione.

La bozza legislativa allo studio nell’Ue ha l’obiettivo di rendere l’acqua del rubinetto più sicura e accessibile, e i cittadini più informati e consapevoli. Aumentando la qualità dell’acqua di rubinetto, è il ragionamento, si ridurranno i consumi di quella in bottiglia e i rifiuti in plastica.

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