Niente taglio delle accise, il governo pensa a un bonus carburanti: per chi e quando potrebbe arrivare

Accantonato il taglio delle accise, il governo pensa a un bonus carburanti, ma non per tutti. E i tempi sono lunghi.

Niente taglio delle accise, il governo pensa a un bonus carburanti: per chi e quando potrebbe arrivare

Il taglio delle accise non ci sarà e intanto il governo prende tempo per pensare a un intervento contro il caro carburanti. Al momento a regnare sovrana è la confusione, con l’esecutivo che non sembra trovare la quadra per intervenire e aiutare le famiglie e le imprese italiane. L’ipotesi più probabile è quella di un bonus per i redditi più bassi, ma l’intervento dovrebbe essere rinviato almeno alla settimana successiva al referendum sulla giustizia.

Il governo starebbe pensando a un bonus anti-rincari limitato alle famiglie con Isee al di sotto dei 15mila euro. Per le imprese, invece, si pensa a sgravi fiscali per chi è più esposto sul fronte del caro-bollette e dei blocchi all’export. Le misure però sono tutte da definire, considerando che anche nella stessa maggioranza restano diversi dubbi. Per il momento si ipotizzano interventi selettivi per i redditi bassi, l’autotrasporto e le imprese.

Bonus carburanti, come funziona e a chi andrebbe

L’ipotesi più probabile è quella di un bonus per i carburanti. Non sarebbe un taglio delle accise, non porterebbe a un risparmio diretto alla pompa. Più probabile un meccanismo di altro genere: per esempio, negli scorsi giorni si era pensato a una ricarica aggiuntiva sulla carta Dedicata a te. L’intenzione, comunque, è quella di aiutare i soggetti maggiormente in difficoltà, evitando un taglio generalizzato delle accise che è ritenuto costoso e favorisce allo stesso modo più e meno ricchi.

Così l’intervento potrebbe essere rivolto solamente alle famiglie con Isee inferiore ai 15mila euro. Le opposizioni, invece, continuano a chiedere l’applicazione delle accise mobili, restituendo così l’extra gettito dell’Iva incassato dallo Stato agli automobilisti, come richiede la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Stessa richiesta del Codacons, che ricorda come gli automobilisti stiano già affrontando 16,5 milioni di euro al giorno di maggior esborso a causa dei rincari. Intanto, però, lo Stato incassa 9,5 milioni al giorno in più rispetto a fine febbraio, grazie agli stessi rincari, come ricorda ancora l’associazione dei consumatori.

Ma l’intervento slitta: governo ancora nel caos

Come detto, però, nel governo la confusione regna sovrana. E così l’unica cosa che l’esecutivo riesce a fare è dire – come ha fatto il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso – che le accise mobili introdotte dal governo Draghi non hanno funzionato per calmierare l’inflazione. Affermazione, in realtà, smentita dai dati. Diverso il discorso, fatto sempre da Urso, per il quale le accise mobili aiuterebbero maggiormente le famiglie più abbienti, tema effettivamente concreto.

Intanto, però, il governo non deciso. Un intervento era atteso nel prossimo Consiglio dei ministri, ma per il momento nessun ministero è stato allertato per una riunione in settimana. Sembra probabile che la convocazione slitti almeno alla settimana successiva, dopo il voto del referendum sulla giustizia. Altro tempo perso, magari anche in attesa di un intervento comunitario: giovedì si riunisce il Consiglio europeo e la speranza di Giorgia Meloni è che si intervenga a livello Ue contro i rincari energetici.