Nomine di Stato, scatta la fase due

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di Maurizio Grosso

Passata la fase della società quotate in borsa, adesso sulle nomine di Stato si apre la fase due. Il governo guidato da Matteo Renzi, che sulla tempestività delle scelte spesso ha lasciato a desiderare, ha deciso di affrontare alcuni nodi nella settimana che intercorre tra il 26 giugno e il 2 luglio prossimi. Ci sono partite particolarmente delicate da giocare, come quella della scelta del nuovo vertice dell’Enav, la società del Tesoro che si occupa di assistenza al volo e che viaggia verso la quotazione in borsa. Qui sulla tolda di comando, dal 2011, c’è in veste di amministratore unico Massimo Garbini, che comunque ha messo a segno risultati aziendali migliori rispetto a quando aveva ereditato la società. In ballo anche la Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici che ha un consiglio di amministrazione e 5 membri. In questo caso l’amministratore delegato Mauro Masi, complici i buoni risultati ottenuti nel triennio, va verso una conferma. In uscita, invece, dovrebbe essere l’attuale presidente, Andrea Monorchio, grand commis di Stato di lungo corso ed ex Ragioniere generale. Ancora, tra i rinnovi da affrontare c’è quello dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato che ha un consiglio di amministrazione a 5 membri ed è attualmente guidato da Maurizio Prato nella doppia veste di presidente e amministratore delegato. Tra l’altro per Consap e Poligrafico bisognerà anche provvedere al rinnovo dei rispettivi collegi sindacali. Tra i consigli di amministrazione in ballo, poi, ci sono quelli di Arcus, Istituto Luce, Italia Lavoro, Sogesid, STMicroelectronics e Studiare Sviluppo.Tra i collegi sindacali, invece, ci sono quelli di Arcus, Gse (Gestore dei servizi energetici), Istituo Luce, Sogin (Società di gestione degli impianti nucleari) e Sose, la società partecipate con una quota di minoranza dalla Banca d’Italia per lo sviluppo degli studi di settore, ovvero i meccanismi statistici attraverso i quali si determinano in via presuntiva i volumi d’affari di piccole imprese e professionisti. In tutto, tra cda e collegi sindacali, ci sono in ballo circa 100 posti in 12 società direttamente controllate dal ministero di Pier Carlo Padoan e in alcune controllate indirettamente.

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