Nomine, in ballo 639 tra Cda e sindaci. Tra le società interessate Sace, Invitalia e Fincantieri. Ecco le poltrone che il Mef sta per rinnovare

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È tempo di nomine. Sono 146 gli organi sociali, di cui 91 Consigli d’amministrazione e 55 Collegi sindacali, in 107 Società del Ministero Economia Finanze, tra cui Sace, Invitalia, Snam, Italgas e Fincantieri, da rinnovare con le assemblee di bilancio previste nei prossimi mesi. Si tratta di 639 poltrone, di cui 399 nei Cda e 240 sindaci.

Come emerge da un report realizzato dal Centro Studi CoMar sulle Partecipate pubbliche, dei componenti dei Cda in scadenza 72 siedono in 15 società controllate direttamente dal Mef (22 Consiglieri e 50 Sindaci), mentre 567 sono in 92 controllate indirette (377 consiglieri e 190 sindaci), attraverso le società capogruppo, come Cdp, Enav, Enel, Eni, Fs, Invitalia, Leonardo, Poste Italiane, Rai, Sport e Salute, Mps e altre. Pur con le deroghe per l’emergenza epidemiologica, le assemblee vanno tenute entro 180 giorni dalla chiusura dei bilanci.

La selezione dei profili è affidata alle società dei cosiddetti Head hunters: Korn Ferry International, Spencer Stuart e Eric Salmon & Partners, Key2People, Russel Reynolds Associates, ma inqueste nomine la politica ci mette tradizionalmente lo zampino. Anzi, lo zampone. Inoltre non sarebbero pochi i consiglieri in carica disponibili a spostarsi da un’azienda all’altra.

E in ossequio alla regola adottata finora da Draghi e Franco – che hanno radicalmente “decontizzato” i Cda rinnovati nell’ultimo anno – è presumibile un ampio ricambio, seppure con qualche traccia di continuità. La casella più ambita tra tutte è infatti quella di Invitalia, dove è dato certamente in uscita Domenico Arcuri, in sella dal 2007, che potrebbe essere sostituito da Bernardo Mattarella (cognome che dice già molto), attuale amministratore delegato del Mediocredito centrale, ma anche ex stretto collaboratore dello stesso Arcuri.

Ampiamente in movimento sono poi le associazioni da cui tradizionalmente sono scelti molti amministratori: Confindustria e Federmanager. Gli stessi presidenti – rispettivamente Carlo Bonomi e Stefano Cuzzilla – potrebbero rientrare nella partita, il primo dopo essere uscito dalla corsa per la presidenza della Lega di serie A di Calcio, mentre il secondo, attuale componente del Cda della capogruppo delle Ferrovie, potrebbe spostarsi altrove come Ad.

Delicatissima per le recenti vicende belliche la partita di Fincantieri, dove l’Ad Giuseppe Bono potrebbe diventare presidente, previa però l’assegnazione di un ruolo di pari livello all’attuale numero uno, Giampiero Massolo (il cui nome si era fatto persino per la Presidenza della Repubblica), facendo spazio al capo della divisione militare, Giuseppe Gordo, all’attuale Direttore generale, Fabio Gallia o persino all’ex Ad della Cassa Depositi e Prestiti, Fabrizio Palermo (nella foto), dato pure in corsa per le Generali.

Partita apertissima anche nel settore “caldissimo” dell’energia, con il presidente di Italgas, Alberto Dell’Acqua, dato in uscita, mentre l’Ad di Snam Marco Alverà è un potenziale sostituto per la tornata di nomine del prossimo anno, quando il governo che nascerà con la prossima legislatura si troverà a rinnovare le big, a partire da Eni, Enel, Poste Italiane, ecc.