Nomine di Stato, salvato Moretti e il suo stipendio

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di Antonello Di Lella

Tanti volti nuovi e una sola conferma, quella di Gianni De Gennaro alla presidenza di Finmeccanica. Ma chiudere la prima partita sulle nomine di Stato nelle società partecipate è stato molto faticoso e con tempi più lunghi del previsto. Con l’ufficializzazione dei nomi soltanto dopo la chiusura della sessione after hours di Borsa e dopo un incontro di oltre quattro ore tra il premier, Matteo Renzi, e il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan. Molte le anticipazioni confermate ma anche qualche colpo inaspettato. È il caso di Emma Marcegaglia. All’ex presidente di Confindustria la presidenza dell’Eni. La partita più delicata e più attesa su cui il governo guidato da Matteo Renzi ha inteso dare una sterzata con la fine dell’era Paolo Scaroni. Per sostituirlo come amministratore delegato la scelta è ricaduta su Claudio Descalzi, il delfino allevato nel gruppo petrolifero da Scaroni stesso fino a diventare direttore generale con la responsabilità diretta sulla fondamentale divisione esplorazione e produzione. E nell’intrecciato pomeriggio di ieri proprio Scaroni è stato ricevuto al Quirinale dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Moretti si trasferisce
Come già detto nella società leader nella difesa aerospaziale si registra l’unica conferma nei vertici delle quattro società pubbliche che nella giornata di ieri hanno subito il cambio della guardia. E qualche polemica non sta mancando per la conferma dell’ex capo della Polizia ai tempi del G8 di Genova, De Gennaro. Chi insieme a lui proverà a rilanciare Finmeccanica è l’ex ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. Dopo le polemiche legate al possibile taglio degli stipendi dei manager pubblici Moretti è stato nominato nuovo amministratore delegato di Finmeccanica. C’era aria di trasloco già da molto tempo per l’ex ad di Ferrovie che, infatti, era finito anche nel toto ministri essendo stato molto vicino a diventare responsabile del dicastero dello Sviluppo economico. Moretti era stato confermato per la terza volta alla guida di Ferrovie solo lo scorso anno, rimettendo i conti in ordine ma con la grossa gatta da pelare del trasporto regionale. Un problema che da oggi dovrà risolvere qualcun altro (chi verrà deciso nei prossimi giorni). Mentre a lui l’arduo compito di affrontare i dossier dell’aerospazio e della difesa. Anche se sul tema ferroviario dovrà decidere il destino di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts.

Enel più green
Francesco Starace nuovo amministratore delegato e Patrizia Greco presidente del principale gruppo elettrico italiano. Recente passato nelle energie rinnovabili per il nuovo ad; Starace, chiamato a sostituire Fulvio Conti, arriva da Enel Green Power. Ma ha lavorato in giro per il mondo in tantissimi gruppi energetici, da General Electric, passando per Abb e Alstom. Per la presidenza anche qui una donna, nel rispetto delle quote rosa come annunciato dal sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Graziano Delrio. Una lunga carriera per la Grieco iniziata dalla direzione legale di Italtel. Ma anche ad di Siemens Informatica, capogruppo in Italia di Siemens Business Services, diventandone membro dell’Executive Council a livello mondiale. Da novembre 2008 in Olivetti, amministratore delegato e da giugno 2011 pure presidente (mantiene entrambe le cariche fino a marzo 2013, quando diviene presidente esecutivo).

Il dopo Sarmi
A raccogliere l’eredità ultra decennale di Massimo Sarmi in Poste italiane sarà Francesco Caio: l’uomo dell’agenda digitale. Il nuovo ad era stato chiamato da Enrico Letta, nel giugno dello scorso anno, a dirigere l’Agenzia per l’Italia Digitale. A Caio il delicato compito della collocazione in borsa di Poste; una società che ha chiuso il 2013 con un utile di oltre un miliardo e di cui il governo ha annunciato la volontà di metterne il 40% sul mercato con previsioni di incassi tra i 4 e i 5 miliardi. Per la presidenza di Poste, invece, la scelta è ricaduta su Luisa Todini, membro del cda Rai ed eletta in quota Lega/Pdl. E alla lunga lista di donne ben presto dovrebbe aggiungersene un’altra. Per Terna, società leader nella trasmissione dell’energia elettrica, la prescelta per la presidenza sembra essere Catia Bastioli, attualmente ad di Novamont, azienda novarese leader nella produzione di chimica e plastica verde. Occorre però attendere perché le nomine in questo caso spettano al cda di Cassa depositi e prestiti.