Non c’è tempo da perdere. L’appello di Speranza ai presidenti delle Regioni: “Basta polemiche. Se non pieghiamo la curva il personale sanitario non reggerà l’onda d’urto”

dalla Redazione
Politica

“Se non pieghiamo la curva il personale sanitario non reggerà l’onda d’urto. Il personale è la questione più importante. Non dobbiamo perdere tempo in polemiche ma dobbiamo lavorare insieme”. E’ quanto ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso dell’informativa alla Camera sull’emergenza Coronavirus. “Ci aspettano mesi non facili – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo – ma abbiamo la forza per piegare nuovamente la curva”.

E dal ministro della Salute arriva anche l’invito a fermare le polemiche e a lavorare insieme per vincere una battaglia difficilissima. “I limiti della battaglia politica – ha aggiunto Speranza rivolgendosi ai presidenti delle Regioni  – non si devono superare, non alimentiamo polemiche, sono dannose, lasciamo fuori dalla battaglia politica le questioni scientifiche, e la lotta contro il virus. Non dobbiamo perdere tempo in polemiche inutili e faziose, dobbiamo solo lavorare insieme, così fa un paese forte, maturo. Da ministro della Salute mi guida la Costituzione a partire dall’articolo 32, il nostro unico nemico è il virus, ci aspettano mesi non facili, ma abbiamo dimostrato di essere un grande paese, dimostriamolo ancora una volta”.

Il ministro ha ricordato i numeri della pandemia, in Italia e nel mondo: “In Europa i casi confermati sono 11.863.793, un contagiato ogni 37 persone, un dato impressionante. Anche i dati di ieri, in Italia, ci confermano che abbiamo fatto bene ad imprimere un’accelerazione alle nostre azioni. I numeri, che rappresentano persone, continuano ogni giorno drammaticamente a crescere. Il virus non ci dà tempo, se non lo contrastiamo adeguatamente dilaga, non possiamo stare fermi, non possiamo avere incertezze, nessuno può sottrarsi a questa necessità e il governo si è assunto fino in fondo le sue responsabilità”.

“Non ci sono trattative, ci sono solo scambi di dati ed informazioni – ha detto il ministro della Salute a proposito delle zone rosse -, si dà certezza al paese con le misure previste. Lo spirito con cui ci muoviamo è l’esatto opposto di uno spirito punitivo per le regioni, ci muoviamo per evitare lo scoppio di altri focolai. Sappiamo che queste misure comporteranno dei sacrifici ma non abbiamo alternative”.

La logica che guida le decisioni del governo “è legata al fatto che ciascuna regione viene classificata in base all’incrocio di due parametri: l’ indice di rischio in base ai 21 parametri indicati e gli scenari definiti attraverso l’Rt”. “Con uno scenario 4 e un Rt sopra l’1,50 – ha spiegato ancora Speranza – si ha un indice di rischio alto, la regione viene classificata zona rossa. Dopo 14 giorni se i dati cambiano si passa ad una nuova classificazione. I dati vengono caricati ogni settimana dalle regioni, la fonte dei dati sono le regioni. Appare evidente che in tutte le fasi del nostro lavoro c’è sempre stato un pieno coinvolgimento di tutti in uno spirito di proficua e reale collaborazione”.