Non sarà obbligatorio installare l’App “Immuni”. Conte assicura che l’utilizzo sarà su base volontaria. L’applicazione rispetterà le libertà fondamentali

dalla Redazione
Politica

“L’espressione contact tracing è ormai di uso comune, l’immediatezza dell’individuazione dei contatti di casi positivi sono cruciali per evitare che si possano determinare nuovi focolai. E’ uno strumento essenziale per accelerare questo processo. Questa applicazione sarà su base volontaria e non obbligatoria, faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà nessuna limitazione dei movimenti o altro pregiudizio”. E’ quanto ha detto, nel corso dell’informativa al Senato, il premier Giuseppe Conte, a proposito dell’App “Immuni”.

“L’immediatezza nella individuazione dei contatti stretti dei casi positivi – ha spiegato il presidente del Consiglio – e il loro conseguente isolamento sono cruciali per evitare che singoli contagiati possano determinare nuovi focolai. Per questo, un’adeguata applicazione informativa direttamente disponibile su smartphone è uno strumento essenziale per accelerare questo processo. Questa applicazione sarà comunque offerta su base volontaria e non obbligatoria e faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà limitazione nei movimenti o altri pregiudizi. Un team composto dal Ministero dell’Innovazione, dal Ministero della Salute e da esperti in sicurezza cibernetica sta affiancando il Commissario Arcuri al fine di implementare questa applicazione nel migliore dei modi e con le più elevate garanzie”.

“Ho dato indicazioni – ha aggiunto Conte – affinché i capigruppo, di maggioranza e di minoranza, siano costantemente informati su questo processo applicativo. Io stesso mi riservo, in una fase più avanzata, di riferire puntualmente alle Camere sui dettagli di questa applicazione, nella consapevolezza che il coinvolgimento del Parlamento deve essere pieno e stringente, essendo coinvolti diritti costituzionali fondamentali, come la dignità della persona, il diritto alla riservatezza e all’identità personale, come pure la tutela della salute pubblica e, non ultima, l’esigenza di proteggere un asset informativo di primaria importanza nella logica degli interessi strategici nazionali”.

Il ministero dell’Innovazione, guidato da Paola Pisano, sempre a proposito della stessa App, fa sapere che “la tecnologia per il tracciamento dei contatti potrebbe essere adottata in modalità compatibili con le necessità di rispettare diritti e libertà fondamentali dei cittadini sanciti dalla Costituzione”.