Non siamo ancora fuori pericolo. Speranza: “Dobbiamo continuare sulla linea della prudenza”. Per combattere il Covid mascherine, distanziamento e igiene restano armi fondamentali

di Paolo Garante
Politica

L’Italia è in una situazione migliore rispetto ad altri Paesi europei, ma non siamo ancora fuori pericolo e dunque non va abbassata la guardia. Per questo il Governo chiederà la proroga dello stato di emergenza e pensa di estendere l’obbligo dell’uso della mascherina anche all’aperto. A fare il punto sull’emergenza Coronavirus è stato il ministro della Salute Roberto Speranza, nel corso delle sue comunicazioni in Aula alla Camera. “Nel Dpcm che ci accingiamo ad adottare – ha annunciato l’esponente dell’Esecutivo – valutiamo l’estensione dell’obbligo di utilizzo delle mascherine anche all’aperto e diciamo con forza ai cittadini che dobbiamo fare uno sforzo in più perché in ogni situazione in cui c’è il rischio di incontrare persone non conviventi c’è la necessità di usarle”.

“Nel prossimo dpcm – ha spiegato ancora Speranza – dobbiamo continuare sulla linea della prudenza. L’indirizzo del governo è confermare le misure essenziali che fin qui ci hanno consentito di provare a gestire la fase di convivenza con l’epidemia ma provando a dare un segnale al paese di primo rafforzamento di queste misure”. Speranza ha ribadito l’importanza delle “tre regole fondamentali” che “sono l’asse portante del Dpcm”.

“Le mascherine – ha detto il ministro della Salute – sono strumento essenziale per contrastare la diffusione del Covid. La seconda regola è quella del distanziamento e del divieto di assembramenti. Norme già vigenti che dobbiamo rendere più esecutive possibili. Per questo lavoriamo per aumentare il livello dei controlli. Il terzo punto ha a che fare con il rispetto delle fondamentali norme igieniche”. Secondo il ministro è “ancora presto per un giudizio definitivo sulla capacità del paese di mantenere un livello basso del contagio nelle scuole ma i primi numeri segnalano un impatto in questo momento basso e una buona capacità di tenuta”. “I casi ci sono e ci saranno ancora nelle prossime settimane. I protocolli che abbiamo individuato in questo momento sono solidi e, se rispettati con rigore, possono consentirci di gestire la partita decisiva delle scuole”.

Il ministro ha sottolineato che l’Italia, insieme alla Germania, “sta meglio rispetto agli altri paesi europei”, ma “sarebbe profondamente sbagliato immaginare di esserne fuori”. La novità dei contagi di questi giorni rispetto ai mesi scorsi è che “non c’è più una dinamica di territorialità”. “In questa seconda fase – ha aggiunto Speranza – i numeri ci segnalano con chiarezza che la crescita è diffusa, generalizzata, che tocca tutti i territori, anche quelli risparmiati nella fase precedente. Nessuna regione, nessuna realtà può sentirsi fuori dai rischi che il Paese corre”. Per questo, “ci sarà bisogno – ha affermato ancora – di ripristinare la massima condivisione nella relazione tra Stato e Regioni”.

Una riflessione, inoltre, anche sulla proroga dello stato d’emergenza: “Il presidente del Consiglio ha già annunciato che la valutazione del governo va nella direzione di una continuità rispetto allo stato di emergenza fino al 31 gennaio. Credo che la valutazione sia semplicemente corrispondente allo stato reale del Paese. L’emergenza non è finita. Per noi è fondamentale mantenere l’impalcatura istituzionale che abbiamo costruito in questi mesi”.

Adesso, secondo il ministro della Salute, la via da seguire è quella degli investimenti sul Servizio sanitario nazionale: “E’ l’arma più forte che abbiamo”. “Sul Ssn – ha proseguito – dobbiamo ricominciare a investire con tutta la forza che abbiamo. Dobbiamo alzare il livello di guardia dentro la consapevolezza del fatto che il nostro Paese sta meglio rispetto ad altri paesi europei. La sicurezza sanitaria è la prima mattonella su cui costruire la ripartenza del paese”. Per Speranza occorre “riconfermare la nostra linea essenziale, cioè che la battaglia sanitaria è la premessa per la vittoria della sfida economica e della ripartenza. Dobbiamo recuperare lo spirito di comunità nazionale che ci ha guidato nelle settimane più difficili, lo spirito di marzo e aprile”.

Un invito a mantenere alta la guardia arriva anche dal premier Giuseppe Conte: “Siamo diventati simbolo di resistenza forte e solida al Covid-19. La battaglia non è stata ancora vinta e lo ripetiamo in questi giorni, perché nessuno abbassi l’attenzione, la soglia deve rimanere massima anche nelle settimane a venire”.