Non solo Di Battista, altro affondo pure da Casaleggio. Un post di Rousseau sul Blog delle Stelle fissa i paletti agli Stati Generali

di Giuseppe Vatinno
Politica

Un bel film di tanti anni fa con Jack Nicholson si chiamava Qualcosa è cambiato e questo è il titolo che si potrebbe dare all’attuale caotica fase che attraversa il Movimento in vista dei suoi Stati Generali previsti per novembre. Le tensioni sono manifeste e non più carsiche. Due giorni fa Alessandro Di Battista ha chiesto il rinvio del Congresso con la motivazione che in un periodo così difficile, con l’emergenza sanitaria e tante categorie sociali scontente, chi sta al governo dovrebbe dedicarsi solo alla cosa pubblica senza farsi distrarre da beghe interne. Ieri Davide Casaleggio ha pubblicato sul Blog delle Stelle un “pamphlet” dal titolo eloquente: “Movimento Cinque Stelle. Verità e false credenze”, a firma Rousseau, l’associazione di cui è presidente. Ultimo “affronto” al figlio del fondatore è stato quello di dare in appalto, per la prima volta, ad una società esterna al Movimento e cioè Avventura Urbana la redazione della sintesi dei lavori che si terranno agli Stati Generali.

ALTA TENSIONE. Dunque la tensione aumenta e appare evidente, come già era emerso in altre occasioni, che si è formato un asse naturale tra Casaleggio e Di Battista, un asse che si propone come una minoranza agguerrita all’interno del Movimento e che ha idee spesso opposte a quelle dei big pentastellati, a partire da Luigi Di Maio. Ma torniamo allo strano pamphlet comparso improvvisamente ieri. Si tratta di un vero e proprio “libro giallo del Movimento” che si presenta nell’inedita forma – scaricabile – di una serie di faq fatte come domande e risposte su come funziona il Movimento stesso.

PAMPHLET ENCICLOPEDICO. Ad esempio, quali sono i poteri del capo politico, quali quelli dei probiviri, chi può partecipare agli organismi interni, cosa si può fare concretamente – e con quali strutture e fondi – sul territorio, il ruolo dell’Assemblea degli Iscritti e quello del Tesoriere. Riporta poi un chiarimento non casuale di quali sono i “pilastri” del Movimento: “No politica come professione. Ecco perché ci siamo autoimposti un limite di due mandati. “No ai rimborsi elettorali”, “No condannati in parlamento”, “Sì trasparenza in politica”, “Sì democrazia diretta” e poi ancora la differenza tra il Movimento 5 Stelle ed altri partiti, tra cui l’iscrizione gratuita, il concetto di organizzazione olocratica – un’idea di Casaleggio senior – e cioè orizzontale invece che verticale, democrazia diretta versus democrazia partecipata. Al di là del lodevole spirito enciclopedico degno dell’opera illuminista dello stesso Rousseau (il filosofo), il pamphlet sembra essere licenziato per fissare dei paletti – vedi il doppio mandato – per delimitare il territorio ed enucleare gli archetipi originari del Movimento, contro quella che Casaleggio Jr. insieme a Di Battista, devono vedere come una irrefrenabile deriva e cedimento ai valori primigeni.

RISCHIO CAOS. Ma cosa vuole veramente fare il Movimento in questo difficile momento? Vuole dividersi ulteriormente oppure presentarsi compatto, al di là della fisiologica diversità di vedute, agli Stati Generali? Il rischio caos è elevatissimo. Urge una regolata alla macchina, magari dal garante o Elevato da tempo in ritiro spirituale.