Non solo la sicurezza, caos olimpico pure sulla mobilità. Ma Sala minimizza: “Stiamo lavorando”

Dalla cerimonia olimpiaca alle zone rosse, le Olimpiadi innervosiscono i milanesi. Sala rassicura sulla mobilità, che ancora è in alto mare

Non solo la sicurezza, caos olimpico pure sulla mobilità. Ma Sala minimizza: “Stiamo lavorando”

A sette giorni esatti dall’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina, oltre al caos sulla sicurezza (solo oggi arriverà la lista definitiva dei corpi speciali deputati alla sicurezza delle singole delegazioni estere), è grande l’incertezza anche sulla mobilità. Con molta nonchalance lo ha confermato ieri il sindaco Beppe Sala: “Sto cercando di lavorare per semplificare la vita ai milanesi”, specie sul fronte della mobilità durante il periodo dei Giochi olimpici.

Sala: “Vedo timore nella cittadinanza”

“Stiamo gestendo con attenzione tutto quanto riguarda la cerimonia d’apertura – ha spiegato Sala -. I problemi principali che vedo sono legati al tema della mobilità e a come ci si muoverà. Vedo anche un po’ di timore nella cittadinanza e l’idea di una città bloccata. Io penso che bisogna contemperare le misure di sicurezza con la possibilità che però la gente sia partecipe”, ha aggiunto.

Per chiarire perché a una settimana dal via si stia “ancora lavorando”, il sindaco ha fatto anche due esempi: “La fiaccola passa dalla galleria, che sarà transennata, ma non è che non ci sarà gente in galleria, sennò la fiaccola passa e non c’è neanche un milanese a vederla”. Quindi ancora non si sa come sarà gestita la Galleria in quel giorno.

Ancora in alto mare il sistema dei trasporti per la cerimonia inaugurale

E poi “bisogna trovare la formula per cui chi ha un biglietto per lo stadio e ha un posto macchina o arriva con un mezzo, con un taxi, possa arrivare allo stadio. Se piove, ad esempio, non possiamo chiedere a chi ha biglietti di smontare in Piazzale Lotto e poi andare a piedi sotto la pioggia“.

“Queste, ha aggiunto, “sono cose di buon senso su cui bisogna lavorare, ci stiamo ancora lavorando, questo è il nostro impegno, posto che invece sulla cerimonia c’è qualcun altro che lo fa e cioè Balich e la Fondazione”. In pratica l’ammissione che ancora non è ben definito come verrà gestito l’afflusso di persone allo stadio di San Siro per la cerimonia di apertura. Non certo un buon viatico e una testimonianza dell’organizzazione meneghina.

Sala pensa alle auto, mentre la sua assessora fa gli appelli per l’uso dei mezzi pubblici

Inoltre le parole di Sala sull’auto cozzano con l’appello lanciato sempre ieri dall’assessora alla Mobilità, Arianna Censi, che ha invitato “cittadine, cittadini e visitatori a scegliere i mezzi pubblici per raggiungere gli eventi”. “È la soluzione più comoda, sicura e rispettosa dell’ambiente, oltre a contribuire a ridurre il traffico e l’impatto sulla città”, aggiunge Censi, che ha ricordato come “l’evento olimpico rappresenta un’occasione straordinaria per la nostra città, ma anche una sfida organizzativa che ha visto il Comune mettere in campo uno sforzo significativo, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista economico, che si è tradotto in un investimento di oltre 9 milioni per garantire un aumento delle frequenze di bus e metro, un’estensione degli orari di servizio e un rafforzamento dei collegamenti verso le sedi olimpiche”.

Milanesi sempre più infastiditi da Olimpiadi che sentono lontane. A partire dalle zone rosse

Uno sforzo che però non lenisce il nervosismo dei milanesi, assai freddini verso queste Olimpiadi, percepite come un evento rivolto al resto del mondo (ricco, dati i costi proibitivi dei biglietti) e non a loro. Tanto che vivono con insofferenza crescente le sei zone rosse (San Siro; Rho Fiera Milano; Santa Giulia (Ice Hockey Arena), Porta Romana/Villaggio Olimpico; Piazza Duomo e Centro Storico, Navigli incusi e le principali stazioni ferroviarie come Centrale e Garibaldi), divenute ZTL temporanee, per le quali chi ha diritto all’accesso (residenti/lavoratori) deve richiedere il Pass Auto Territori sulla piattaforma ufficiale.

E il sindaco minimizza sulle scuole chiuse

E molto fastidio poi ha dato la decisione del Prefetto di chiudere le scuole all’interno della cerchia della circonvallazione il 6 febbraio, affinché il traffico non intralci l’arrivo della fiaccola olimpiaca. Quella sulle scuole chiuse il 6 febbraio, ha detto ieri Sala, “mi sembra una polemica un po’ inutile per una giornata che riguarda una parte delle scuole. Questo è un evento eccezionale, quindi bisogna che tutti facciano un po’ la loro parte e che tutti abbiano un po’ di pazienza. Io sto cercando di lavorare per semplificare la vita ai milanesi”.