Nozze gay, il Tar del Lazio blocca i prefetti. Solo i Tribunali possono annullare le trascrizioni. Marino: “Non sono sorpreso, ho fatto il mio dovere di sindaco”

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Annullare le trascrizioni di nozze gay celebrate all’estero è competenza solo del tribunale civile. A deciderlo è il Tar del Lazio che ha accolto il ricorso di alcune coppie contro l’annullamento disposto dal Prefetto della trascrizione della loro unione contratta all’estero nel registro dell’Unioni Civili del Comune di Roma. “Il Ministero dell’Interno e le Prefetture, quindi, non hanno il potere di intervenire direttamente, annullando le trascrizioni”, ha precisato il tribunale amministrativo del Lazio. La polemica era scoppiata il 18 ottobre scorso quanto 16 coppie gay avevano trascritto in Campidoglio, alla presenza del sindaco Ignazio Marino, le nozze contratte all’estero nel registro dell’anagrafe. Subito dopo il ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva invitato i prefetti di tutti i Comuni ad annullare le trascrizioni e il prefetto della Capitale, Giuseppe Pecoraro, aveva proceduto tramite un’ordinanza. Alcune coppie avevano presentato ricorso e oggi è arrivato il primo verdetto. “Avevo sempre affermato, pur non essendo un esperto di giurisprudenza, che sulla base delle normative nazionali e comunitarie fosse un dovere del sindaco trascrivere un documento di un’unione avvenuta all’estero di due cittadini della mia città” ha commentato Marino. “Per me – continua il sindaco di Roma – non è assolutamente una sorpresa, non credo ci sia stato mai un momento in cui ho mostrato un minimo dubbio sulla mia certezza”. Il primo cittadino si rivolge poi al premier Mattero Renzi per colmare il vuoto normativo: “Tutto questo deve ancora di più essere interpretato come uno stimolo al Parlamento, ma lì sono certo che il presidente del Consiglio Renzi, come ha detto in diverse occasioni, provvederà a sollecitare egli stesso un percorso legislativo, che sia accurato, che colmi il vuoto che in Europa esiste soltanto in Grecia e l’Italia”.