Nucleare e gas non sono Green. Gli esperti bocciano l’Ue. Sconfessata dai tecnici la von der Leyen. In bilico l’inserimento nella tassonomia verde. L’Italia però non ha ancora preso una posizione

nucleare von der Leyen
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Si riapre la partita per la scrittura della nuova Tassonomia verde europea. Malgrado le aperture della Commissione Ue di Ursula von der Leyen e gli ammiccamenti del ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani, l’inserimento del nucleare e del gas nella classificazione delle fonti energetiche sostenibili rischia di saltare in extremis.

A decretare questo brusco cambiamento di orizzonte è la relazione redatta dagli esperti che, sostanzialmente, bocciano senza appello il ritorno al nucleare e, soprattutto, spiegano come il loro utilizzo – assieme a quello del gas – non solo non aiuta la transizione verso l’energia sostenibile ma, addirittura, la ostacola pesantemente.

Si tratta di una vera e propria novità che nessuno si attendeva, tanto meno la Commissione Ue che in una prima bozza aveva inserito il nucleare e il gas naturale nella Tassonomia verde, salvo poi rinviare l’adozione dell’atto delegato, inizialmente prevista per il 12 gennaio, per concedere più tempo agli esperti e agli Stati membri di analizzare il testo.

IL DOCUMENTO. Quel che è certo è che la von der Leyen sembrava piuttosto sicura sul loro inserimento tanto che, poche settimane fa, aveva detto che gas e nucleare sono “necessari alla transizione”. L’esatto opposto di quanto messo nero su bianco dagli esperti secondo cui il nucleare pur avendo emissioni pari quasi a zero, non rispetta il principio cardine del “non nuocere significativamente” agli obiettivi individuati dalla Tassonomia.

Riguardo al gas, spiegano, è vero che inquina meno del carbone ma non è un’attività sostenibile e allineata agli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Per questo si boccia la proposta della Commissione di considerare come sostenibili le centrali a gas con un limite di emissioni di 270g di Co2 equivalente per kWh o con emissioni annuali in media di 550kg di Co2e per kW o meno in 20 anni. Nel frattempo l’Europa si spacca in due tra Paesi che sostengono il nucleare, capitanati dalla Francia, e quanti si oppongono, con la Germania in prima fila.

Una partita in cui l’Italia, almeno fino ad ora, non ha ancora deciso come schierarsi. Per questo a metà dicembre il deputato di Alternativa in commissione Attività produttive, Giuseppe Vianello, in un’interrogazione parlamentare aveva chiesto a Cingolani “quali fossero gli intendimenti del governo in fatto di nucleare e tassonomia europea” visto che gli italiani, per due volte, hanno già detto No al nucleare. Malgrado ciò il ministro, con una risposta scritta, ha svicolato dicendo sostanzialmente che è prematuro prendere posizione.

Leggi anche: Per Bruxelles il nucleare è green. Ma la Germania guida la rivolta Ue. Da Berlino a Madrid, levata di scudi contro l’Europa. L’unica a tacere è Roma con il ministro Cingolani.