Nuova poltrona per “Mister Fisco”

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di Maurizio Grosso

Alla fine è riuscito a trovare una poltrona. E che poltrona. Attilio Befera, ormai ex direttore dell’Agenzia delle entrate, è stato nominato ieri presidente dell’Organismo di vigilanza dell’Eni. La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione del Cane a sei zampe che ha complessivamente varato una riorganizzaizone interna. Befera, come ha spiegato ieri una nota del colosso petrolifero, arriva come componente esterno alla guida dell’Organismo che deve vigilare sull’attuazione del modello di controllo interno di cui devono dotarsi le aziende per non incorrere nella responsabilità d’impresa prevista dal decreto legislativo 231 del 2001. A qusto punto, a maggior ragione dopo l’approdo di Befera all’Eni, deve essere sciolto il nodo della sua successione al vertice della macchina fiscale italiana.

Lo scenario
La decisione potrebbe arrivare già oggi e i rumors tornano a riproporre con forza il nome di Marco Di Capua, attuale numero due dell’Agenzia, molto vicino allo stesso Befera. Si tratterebbe di una soluzione di continuità, caldeggiata da via XX Settembre e in un primo momento osteggiata da palazzo Chigi, dove l’entourage del presidente del consiglio, Matteo Renzi, sembrava orientato verso una scelta di rottura con il passato. Il nome spuntato fuori, a tal proposito, era quello del pm di Milano Francesco Greco, che però è visto come fumo negli occhi dalla struttura dell’Agenzia. E così, dato che non si trovava un accordo sul nome, per ben due volte consecutive il consiglio dei ministri ha rinviato la decisione, con il governo che si è esposto a una figura non proprio edificante. Tra oggi e domani, invece, dovrebbe essere la volta buona. E Di Capua potrebbe trarre vantaggio proprio dall’assenza di un’alternativa che riesca a mettere d’accordo tutti. Sempre che alla fine non rispunti fuori una quota rosa come Rossella Orlandi, capo delle Entrate del Piemonte.

L’altro capitolo
Oggi, tra l’altro, dovrebbe essere definitivamente sciolto il nodo della successione di Mauro Moretti al vertice delle Ferrovie dello Stato. Anche qui c’è stato un braccio di ferro tra palazzo Chigi e il ministero delle infrastruttura guidato da Maurizi Lupi. Un attrito che ha prodotto diverse fumate nere dall’assemblea della società. In questo caso, a quanto pare, al momento del trasloco a Finmeccanica Moretti avrebbe caldeggiato la promozione di un manager interno, Michele Mario Elia, attualmente amministratore delegato di Rfi. Il suo profilo viene ancora dato come favorito. In alternativa negli ultimi giorni è emerso il nome di Pietro Ciucci, oggi amministratore delegato dell’Anas, dal 2006 ai vertici del gestore della rete stradale. Ancora prima era venuto fuori il nome del dalemiano Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia. E nelle ultime ore è spuntato anche il nome di Renato Mazzoncini, ad di Fs BusItalia. Anche in quest’ultimo caso, quindi, si tratterebbe di una soluzione interna. Su tutta la vicenda, in ogni caso, sono giunte ieri le rassicurazioni di Lupi. “Domani (oggi per chi legge, ndr) Fs avrà il nuovo vertice, come è giusto che sia”, ha assicurato il ministro dei Trasporti.

Le soluzioni
È possibile, inoltre, che insieme all’amministratore delegato venga rinnovato l’intero consiglio di amministrazione. Potrebbe essere quindi in bilico la poltrona del presidente Lamberto Cardia, già presidente della Consb, arrivato in Fs nel 2010. Al suo posto circolano già diversi nomi: dall’ex amministratore delegato di Poste Massimo Sarmi alla soluzione «rosa» con Anna Donati, ex deputata del Verdi già nel consiglio di amministrazione di Ferrovie tra il 1998 e il 2001.