Nuove generazioni allo sbando. Dilagano violenze e bullismo. Un adolescente su due vittima dei suoi coetanei. E non si ferma più l’ondata di stupri tra minorenni

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Bullismo, cyberbullismo e violenze di ogni genere. Tanto studi e ricerche quanto la cronaca quotidiana mostrano come in Italia i minori siano sempre più in difficoltà, schiacciati da una realtà che evidentemente faticano a comprendere. Un disagio diffuso che è stato certificato dai dati raccolti dall’Osservatorio Indifesa 2021, realizzato da Terre des Hommes e OneDay, con l’aiuto di ScuolaZoo e delle sue community, che ha coinvolto più di 1700 ragazzi e ragazze dai 14 ai 26 anni in tutta Italia (qui il focus).

Guardando ai numeri nudi e crudi, la realtà va oltre ogni più fosca previsione tanto che, si legge nel rapporto, “un adolescente su due ha subito atti di bullismo” che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono stati messi in atto dai loro coetanei. I giovani della cosiddetta Generazione Z, sono letteralmente terrorizzati dalla società tanto che il 50% di loro dice di aver paura di subire violenza psicologica, il 44% teme atti di bullismo e in tantissimi hanno provato “profondo dolore per le discriminazioni subite a causa dell’orientamento sessuale, le offese razziste, il bodyshaming, gli atti di denigrazione, la violenza e l’incitazione al suicidio”.

Purtroppo non va meglio quando navigano in rete tanto che 7 adolescenti su 10 non si sentono sicuri perché temono il cyberbullismo (68,8%), il revenge porn (60%), il furto di identità (40,6%), lo stalking (35%) e, in ultimo, cresce anche l’alienazione dalla vita reale (32,4%) con la creazione di modelli irraggiungibili che diventano fonte di frustrazione. Non meno importante è il problema della solitudine che, secondo il report, è un problema con cui convive l’88% dei giovani italiani che si sentono “soli o molto soli”, con il 31% di loro che dice di non sentirsi ascoltato in famiglia, il 30% non si sente amato, il 29,2% non frequenta luoghi di aggregazione.

“I due anni di pandemia hanno portato ad un forte aumento dei disturbi psicologici e psichiatrici tra i più giovani. Un disagio che gli adulti non possono più fare finta di non vedere” ha spiegato il direttore generale di Terre des Hommes Italia, Paolo Ferrara. Disagi vissuti dalla Generazione Z che, sempre più spesso, sono sfociati anche in fatti di cronaca sconvolgenti. Soltanto guardando a questo inizio anno, gli episodi già registrati sono molti. Il più recente è quello di mercoledì scorso quando, a Reggio Emilia, una quindicenne è stata violentata dai suoi compagni di classe che, sfruttando uno sciopero nel loro istituto, hanno pensato bene di far ubriacare la ragazzina e dopo dar sfogo ai loro peggiori istinti.

Il 2 dicembre un altro episodio simile ha scosso l’opinione pubblica quando a L’Aquila è stata stuprata una tredicenne, per giunta tra i vicoli storici della città, da un amichetto di quindici anni che si sarebbe macchiato anche di altri tre casi di abusi. Nella notte di Capodanno, invece, la violenza è avvenuta a Roma quando in una villetta è stata fatta ubriacare e quindi stuprata una sedicenne da alcuni coetanei. Violenze che, sommate ai casi di bullismo e cyberbullismo, devono necessariamente essere presi di petto dalla politica italiana come chiede da tempo la deputata M5S, Stefania Ascari, che nei giorni scorsi ha denunciato come “la frequenza con cui accadono episodi di tale gravità è impressionante ed è altrettanto allarmante che a essere coinvolti siano sempre più spesso ragazze e ragazzi giovanissimi, spesso minorenni”.

Secondo la pentastellata siamo davanti a “un disagio giovanile che non può essere ignorato perché questi ragazzi saranno gli uomini del domani e se le basi sono queste, c’è qualcosa che socialmente e istituzionalmente stiamo sbagliando”. Per questo, conclude la pentastellata Ascari, l’unica soluzione è “lavorare sulla cultura e sull’educazione dei giovani, anche a scuola” e quindi “ribadisco l’urgenza della mia proposta di legge volta a introdurre l’insegnamento dell’educazione affettiva e sessuale nel primo e nel secondo ciclo di istruzione e nei corsi di studio universitari”.