Nuove regole per 4 ministeri. Più facili i tagli alle spese. Palazzo Chigi dà l’ok alla rivoluzione a 5 stelle. Cambiano le direzioni e gli uffici strategici

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A distanza di oltre un anno dall’insediamento del Governo gialloverde, arriva il via libera a rivoluzionare l’assetto di quattro Ministeri, tutti guidati dal Movimento 5 Stelle. In Consiglio dei Ministeri sono stati infatti approvati i nuovi regolamenti per i dicasteri dello sviluppo economico, dell’ambiente, della giustizia e dei beni culturali. Con due obiettivi chiari: più efficienza e meno spese.

LA SCELTA. Raccolte le proposte dello stesso Luigi Di Maio, alla guida del Mise, di Alfonso Bonafede, ministro della giustizia, di Alberto Bonisoli, al timone del Mibact, e di Sergio Costa, il generale a capo del dicastero dell’ambiente, fatte proprie dal premier Giuseppe Conte e che hanno trovato d’accordo anche i ministri della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e dell’economia Giovanni Tria, Palazzo Chigi ha approvato cinque regolamenti che modificano appunto l’organizzazione dei quattro Ministeri e degli stessi Uffici di diretta collaborazione dei ministri, oltre agli Organismi indipendenti di valutazione della performance. Nuove regole che verranno adottate successivamente con decreti specifici del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, diventando così subito operative.

LA MISSION. Il Governo del cambiamento intende cambiare anche la macchina della pubblica amministrazione e i nuovi regolamenti voluti dal vicepremier pentastellato e dagli altri tre ministri del Movimento 5 Stelle puntano a potenziare l’efficienza dei quattro Ministeri, a contenere le spesa e a razionalizzare la governance degli stessi dicasteri, “eliminando – come specificano da Palazzo Chigi – alcune distribuzioni di competenze, il frazionamento di funzioni, la sovrapposizione e la duplicazione di attività e calibrando le dotazioni in termini di uffici e personale sull’entità dei compiti assegnati”.

In pratica al Ministero dell’ambiente sono state rivoluzionate le Direzioni, ridimensionata ulteriormente la società in house Sogesid e aumentato anche il personale come previsto però già da tempo visti i vuoti nell’organico del dicastero. Cambiamenti analoghi al Mise e al Mibact, mentre in via Arenula, tra le novità, spunta quella dell’istituzione di un vice capo del Dipartimento per la giustizia minorile. In tal modo, anche cambiando soltanto la denominazione delle Direzioni, i ministri hanno la possibilità di mettere nei ruoli chiave dei Ministeri uomini di fiducia, senza doversi più accontentare dei mandarini scelti dai precedenti Governi targati Pd.

IL NUOVO POTERE. Con i regolamenti approvati dal Consiglio dei ministri acquisiscono inoltre un peso notevolissimo i segretari generali dei Ministeri coinvolti nel cambiamento. All’ambiente assume così un ruolo chiave il prefetto Silvana Riccio, che chiamata da Costa lo scorso anno ha lasciato la prefettura di Catania, al Mise Salvatore Barca, fedelissimo di Di Maio, e al Mibact Giovanni Panebianco, anche lui legato al vicepremier.