Nuovo allarme dell’Oms. L’epidemia di Coronavirus rischia di diventare globale. Speranza: “Adottiamo il livello più alto di precauzione. Ma Schengen non si può sospendere”

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Il Coronavirus rappresenta “una minaccia molto grave” per il mondo. A sostenerlo è il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, intervenuto a Ginevra dove è in corso un meeting internazionale dedicato al virus cinese a cui partecipano circa 400 scienziati. “Con il 99% dei casi in Cina, ciò rappresenta ancora un’emergenza per quel Paese ma rappresenta una grave minaccia per il resto del mondo”, ha aggiunto Ghebreyesus. “Ciò che conta di più – ha aggiunto il numero uno dell’Oms – è fermare l’epidemia e salvare vite. Con il vostro supporto, è quello che possiamo fare”.

“Secondo gli accordi di Schengen – ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso dell’audizione al comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dello stesso accordo – la sospensione della libera circolazione tra le frontiere deve essere limitata nel tempo e corrispondere ad una misura indispensabile per tutelare la salute pubblica. Il 4 febbraio il direttore del centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha affermato che la decisione di sospendere gli accordi di Schengen a causa dell’epidemia di Coronavirus allo stato attuale non è giustificata dal punto di vista scientifico, ha aggiunto che l’impatto potenziale dell’epidemia è alto ed esiste una probabilità di casi di importazione nei paesi dell’Unione Europea mentre la probabilità di un contagio diffuso da uomo ad uomo in Europa è basso”.

“Sulla scorta di queste osservazioni – ha detto ancora il ministro della Salute -, allo stato, non vi sono elementi tali da poter giustificare una limitazione della libertà di circolazione delle persone all’interno dell’area Schengen. E’ la comunità scientifica a definire il livello di rischio sanitario. Il principio di massima precauzione è stato applicato con scrupolo e tempestività. L’Italia è tra i Paesi europei e del mondo che hanno adottato il livello più alto di precauzione. In Italia il ministero della Salute, in accordo con le Regioni ha in atto tutte le procedure per l’identificazione tempestiva e la gestione appropriata con procedure omogenee su tutto il territorio nazionale”.

“La notizia più importante, un’ottima notizia, è che il nuovo coronavirus in Italia non circola” ha dichiarato, invece, il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, aggiungendo che i casi di contagio finora accertati rimangono tre: “I due turisti cinesi e il ragazzo di 27 anni ritornato da Wuhan la scorsa settimana. Non vi è invece nessun caso di persone infettate nel nostro Paese”.  “Cinquecento connazionali vogliono tornare dalla Cina? Ci sta lavorando la Farnesina. Noi ci occupiamo della parte sanitaria – ha detto ancora Sileri -, quindi del trasferimento in caso di contagio e del contenimento una volta che arrivano qui. Verranno valutate le richieste, ma siamo pronti e in campo c’e’ anche la Protezione civile, non dimentichiamolo”.

Per quanto riguarda i tre pazienti ricoverati in Italia, sono “in lieve miglioramento” i due cinesi in terapia intensiva allo Spallanzani. Entrambi, si legge nel bollettino medico diffuso dall’Istituto, “presentano un lieve miglioramento delle condizioni generali”. In particolare, l’uomo “presenta una riduzione del supporto respiratorio, con partecipazione attiva alla respirazione. La prognosi resta riservata”. “Continua a essere in buone condizioni generali”, spiegano i medici, il ricercatore emiliano trasferito giorni fa dalla Cecchignola. Sono in tutto 58 i pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo Coronavirus allo Spallanzani: di questi, 46 risultati negativi al test, sono stati dimessi. “Tredici pazienti – ha reso noto lo Spallanzani – sono tutt’ora ricoverati: 3 sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva ed il giovane proveniente dal sito della Cecchignola) 9 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo Coronavirus in attesa di risultato. Un solo paziente rimane comunque ricoverato per altri motivi clinici. Continua la quarantena per le 20 persone che sono state contatti primari dei due coniugi cinesi”.

Nell’ambito delle attività messe in campo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus sul territorio nazionale, fa sapere, invece, il Dipartimento della Protezione civile, “prosegue la sorveglianza sanitaria dei passeggeri provenienti dall’estero in tutti gli aeroporti italiani”. Oltre 800 medici e volontari di protezione civile sono impegnati nei controlli sanitari dei passeggeri in arrivo negli scali aeroportuali. Il sistema di monitoraggio prevede l’impiego di team misti composti da personale medico dell’Ufficio di sanità marittima aerea e di frontiera – USMAF – e da volontari delle organizzazioni nazionali e regionali di protezione civile e della Croce Rossa Italiana, con il supporto dei presidi medici aeroportuali. La temperatura corporea viene rilevata da termometri laser e dove presenti da termoscanner.

Nella sola giornata di ieri, 10 febbraio, sono stati sottoposti al rilevamento della temperatura corporea 134.737 passeggeri garantendo la sorveglianza sanitaria su un totale di 1190 voli in arrivo. Per nessuno dei passeggeri monitorati si è resa necessaria l’applicazione del protocollo sanitario, definito dal Ministero della Salute, e previsto in caso di sospetto coronavirus. I controlli sanitari sui passeggeri che atterrano negli aeroporti italiani, come previsto dall’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, hanno preso il via dal 5 febbraio e interessano tutti i voli internazionali in arrivo. Dall’inizio delle attività sono stati monitorati 5412 voli e 639.360 passeggeri.

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